La Cina è vicina
L’agenzia vaticana Fides segnala che venerdì 15 marzo, il presidente Jiang Zemin ha insistito a spiegare che in Cina vi è libertà religiosa e se vi sono vescovi o preti in prigione è perché «hanno infranto la legge». E ha detto di essere interessato alle religioni, avendo letto la Bibbia, il Corano, gli scritti buddisti. Secondo Zemin in Cina le «fedi religiose sono protette dalla nostra costituzione.
A qualunque religione si creda, i fedeli devono ubbidire alla legge; chi ha infranto la legge è detenuto per sua violazione, non per il credo religioso». In Cina centinaia di preti, vescovi e credenti sono stati internati in campi di concentramento, ma Zemin ritiene di non poter far nulla per loro, in quanto, «sebbene io sia il presidente di questa nazione, non ho il diritto di interferire negli affari giudiziari, noi rispettiamo l’autonomia della magistratura». “Parole sante” direbbero i girotondisti del Palavobis. “La Cina ci è vicina” avranno pensato Oscar Luigi Scalfaro
e F.S. Borrelli.
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