Flessibilità blairiana
John Milton, il più grande poeta puritano del XVII secolo, ha scritto quella straordinaria cattedrale barocca che è il suo poema Paradiso perduto, sul tema della Caduta dell’Uomo e dell’eroismo capovolto del Demonio, cosicché «Sono in grado di affermare la Provvidenza eterna/e rendere ragione dei modi di Dio verso gli uomini». Tuttavia, a Cambridge, c’era anche qualcun altro impegnato su un tema analogo, quello di fornire una spiegazione ai piani della mente di Dio. Come il poeta cattolico Alexander Pope avrebbe detto di lui, componendo il suo epitaffio: «la Natura e le leggi della Natura giacevano nascoste nelle tenebre: Dio ha detto, Sia Newton, e tutto fu illuminato». Ma Pope è anche l’autore di quell’Essay on Man che rigettava il deismo derivante dall’errata interpretazione delle meccaniche newtoniane e che così prende l’avvio: «Conosci allora te stesso, non presumere di scrutare la divinità, è l’uomo lo studio adatto all’umanità».
Dal Grande Orologiaio di Newton all’ateismo dello stato-fabbrica
Sulla scorta di Newton, i razionalisti considerarono Dio come il Grande Orologiaio e motore primo. Non per nulla la Costituzione americana prevedeva il meccanismo a pesi e contrappesi proprio dell’orologeria. La Rivoluzione francese si era già compiuta nella mente di quel Luigi XVI che coltivava l’hobby della costruzione d’orologi e di serrature a lucchetti, portato dalla sua propensione verso l’arte meccanica a migliorare con una lama diagonale l’originario sistema d’esecuzione capitale con lama a mezzaluna ideato dal dottor Guillotine per rimpiazzare la dolorosissima morte lenta inflitta sulla ruota.
Ma, già prima della Rivoluzione francese, la Rivoluzione industriale aveva trovato la sua forza propulsiva in Scozia, dove James Watt stava perfezionando la macchina a vapore. Improvvisamente, una macchina poteva svolgere il lavoro di centinaia, addirittura di migliaia d’uomini e donne. Il deismo razionalista voltairiano lasciava il posto ad un titanico mostro di Frankenstein. La nuova religione di questi esseri roussoviani, in catene senza avere peccato originale, era l’ateismo. La grande macchina – il pensiero meccanicistico – era diventata il nuovo dio. La società poteva, anzi doveva essere scientificamente organizzata per aderire ai nuovi imperativi dello stato-fabbrica. Marx vide l’uomo alimentato per funzionare negli stessi termini di un motore. Darwin non contemplò alcun intervento di Dio nella sua concezione meccanicistica dell’evoluzione.
La storia dà ragione al liberalismo
Nello stesso tempo l’internazionalismo neoclassico del XVIII secolo, aristocratico e francofono, si arrese al nazionalismo e al liberalismo del secolo XIX. Lo stato diventò una proprietà borghese. Per gli inglesi, il Risorgimento non significò una rivoluzione ma la riappropriazione da parte degli italiani di quanto apparteneva loro. L’etat c’est nous. Il liberalismo è la scelta per il governo rappresentativo di queste nuove “proprietà”.
Ben presto il sistema della fabbrica creò la società di massa: suffragio universale, partiti politici e sindacati di massa; industria dell’intrattenimento e dello spettacolo di massa, come il cinema; comunicazioni di massa con il sistema ferroviario; pubblicità di massa; produzione di massa nelle fabbriche che costruivano armi e munizioni per una guerra di massa come la Guerra civile americana, dove «gli uomini sono pari a munizioni», e poi la Prima guerra mondiale.
Gli scioperi e le serrate erano le sole armi disponibili per mediare col potere dell’industria, sofisticate e autolesionistiche quanto gli attacchi frontali nella guerra di trincea durante il Primo conflitto mondiale.
Col XX secolo furono i “Caporali” – Mussolini, Hitler e Stalin (più discutibilmente Sam Goldwyn a Hollywood) – a mobilitare la società di massa dalla quale erano nati trasformandola in repubbliche popolari. La vittoria finale del liberalismo ha mostrato l’elasticità e la capacità di ripresa del capitalismo.
Tuttavia la Gran Bretagna vinse trasformandosi in uno stato con un’economia di guerra ancor più centralizzata di quella della Germania. La pianificazione di stato venne utilizzata per vincere la pace.
Lady Thatcher e la vecchia classe operaia (oggi ceto medio)
La Signora Thatcher comprese che gli operai specializzati, elettorato Labour, aspiravano a diventare anch’essi proprietari e “rubò” i loro voti. Quando questi si trasformarono in classe media, impiegata nel terziario, Tony Blair offrì loro una nuova casa nel New Labour. Gli operai, oggi divenuti classe media, governano il paese. Ma la ragione di un’Europa occidentale dove oltre il 60% della popolazione si definisce “classe media” non è semplicemente la crescita del settore dei servizi. Proprio come la macchina a vapore creò la Rivoluzione industriale e una società che con quella si confrontava, così oggi la Rivoluzione informatica, nata col computer, ha creato una nuova società non più guidata dalla dialettica della camera di compressione ma dal caos della combinazione infinita di stringhe 1 – 0. Meno di quarant’anni fa, la classe operaia rappresentava la maggioranza dei lavoratori nelle grandi unità produttive. Oggi è una minoranza per la quale lo sciopero non costituisce l’arma migliore, come non lo è per una burocrazia un tempo necessaria, ma che l’Information Technology ha già reso ridondante.
Il segreto di Tony Blair? Flessibilità rispetto al quando, al come e al settore economico
La Gran Bretagna gode del livello di disoccupazione più basso del mondo occidentale e Blair, insieme al suo Ministro delle Finanze Brown, figlio di un pastore calvinista, crede che per l’uomo sia buono il lavoro, non i benefici e le assistenze che da esso si possono trarre. Tuttavia oggi lavoro significa flessibilità riguardo al quando, al dove e al settore economico. A Londra è prevista una crescita di 700mila abitanti entro il 2016, con 600mila nuovi posti di lavoro. Qui chiunque può scendere dal treno o dall’aereo e trovare un impiego – anche se ciò potrebbe significare lavorare la sera o durante i week-end. Tutti i servizi dello stato saranno on-line entro il 2005. Nella mia regione è già avvenuto: il risultato è che quest’anno stanno formando metà del personale per entrare nel settore produttivo privato. Gli utenti-elettori possono accedere ai servizi del Consiglio via Internet direttamente da casa o dalla locale biblioteca. Alle richieste telefoniche dei cittadini rispondono impiegati che, dal proprio computer portatile, hanno accesso a tutti i servizi del Consiglio di Contea. Tra l’altro, ogni impiegato può lavorare da casa oppure dall’ufficio più vicino e ciò va a vantaggio della famiglia oltre a ridurre l’inquinamento e la congestione provocata dal pendolarismo. D’altra parte, poiché gli utenti-elettori si aspettano che un servizio, pubblico o privato, sia disponibile quando è più comodo per loro, gli impiegati del servizio pubblico devono garantire una flessibilità che prevede turni fino alle 8 di sera e durante i week-end. In effetti, oggi soltanto il 17% dei lavoratori britannici ha una settimana lavorativa “standard”.
Basta con vecchi dogmi e “posizioni consacrate”. L’Italia è cambiata
Quando Blair chiede flessibilità per i mercati del lavoro europei, intende dire che non è possibile ignorare la tecnologia – a vapore o digitale – ma si devono conservare i valori umani e che questi non possono sopravvivere senza la produzione e il lavoro. «L’essenza del New Labour – ha detto Blair il 12 marzo scorso – consiste nell’eliminare tutti i dogmi e le dottrine antiquate, le “posizioni consacrate”, per tornare ai principi primi, ai valori. Quei valori che hanno animato i grandi riformatori liberali del XIX e d’inizio XX secolo, come pure gli eroi Labour del 1945: giustizia sociale, libertà, offrire un’opportunità a tutti, credere che un individuo dia il meglio di sé in una comunità forte, una società degli altri».
La prosperità dell’Italia contemporanea, una Repubblica fondata sul lavoro, si deve al fatto che le tipologie d’impiego alle quali gli italiani si sono dedicati dal 1948 sono radicalmente cambiate. Nonostante Dio, l’Uomo e, dall’altra parte, il loro rapporto – le sue cifre – rimangano immutabili.
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