Risorgimento da riscrivere
Adolfo Omodeo è stato uno dei protagonisti del rinnovamento della storiografia italiana nel secondo quarto del Novecento. Allievo di Giovanni Gentile, fu tra i primi a prendere le distanze dall’agiografia risorgimentale, aprendo la via a un approccio più realistico e problematico alle vicende dell’unificazione italiana. In particolare i reali di casa Savoia escono dalle sue pagine piuttosto malconci.
La biografia di Cavour – l’opera della sua vita – è ancora oggi fondamentale. Arriva ora sugli scaffali questo libretto, che percorre agilmente gli anni di formazione dello storico nella sua città natale. L’autore, Beppe Benvenuto, è uno dei bucanieri della ciurma corsara di Giuliano Ferrara. Non contento di gestire cultura e spettacolo sulle pagine del Foglio, è anche consulente editoriale della Sellerio e insegna storia del giornalismo all’università di Palermo. Con la capitale siciliana ha dunque una lunga e affettuosa frequentazione. E non è un caso allora che le pagine più accattivanti del saggio siano quelle in cui rievoca il clima culturale in cui crebbe il giovane Omodeo: intorno a Gentile si era radunato un drappello di giovani studiosi determinati ad andare a fondo del rapporto col filosofo, così che le lezioni si prolungavano in interminabili dibattiti sotto i portici dell’ateneo o per le vie della città, fino a casa del professore.
E lo storico maturo guarderà sempre con riconoscenza e una punta di nostalgia a quella “stagione di solidarietà completa fra discepoli e maestri, irripetibile per qualità intellettuale e intensità emotiva”.
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