Gioco. Chi ha messo la barba di Marx a san Francesco?
«Questa è la grande novità della militanza contemporanea: essa recupera le virtù dell’azione insurrezionale maturate in duecento anni di esperienze sovversive, ma, nello stesso tempo, è legata a un mondo nuovo, un mondo che non conosce un al di fuori. La militanza conosce solo un dentro, la vitale e ineluttabile partecipazione al complesso delle strutture sociali senza alcuna possibilità di trascenderle. Il dentro, è allora, la cooperazione produttiva dell’intellettualità di massa e delle reti degli affetti, la produttività della biopolitica postmoderna. Questa militanza resiste nei contropoteri e si ribella proiettandosi in un progetto di amore. C’è un’antica leggenda che potrebbe illuminare la vita futura della militanza comunista: la leggenda di san Francesco di Assisi. Vediamo quale fu la sua impresa. Per denunciare la povertà della moltitudine, ne adottò la condizione comune e vi scoprì la potenza ontologica di una nuova società. Il militante comunista fa lo stesso nel momento in cui identifica nella condizione comune della moltitudine la sua enorme ricchezza. In opposizione al capitalismo nascente, Francesco rifiutava qualsiasi disciplina strumentale, e alla mortificazione della carne (nella povertà e nell’ordine costituito) egli contrapponeva una vita gioiosa che comprendeva tutte le creature e tutta la natura: gli animali, sorella luna, fratello sole, gli uccelli dei campi, gli uomini sfruttati e i poveri, tutti insieme contro la volontà di potere e la corruzione. Nella postmodernità, ci troviamo ancora nella situazione di Francesco, a contrapporre la gioia di essere alla miseria del potere. Si tratta di una rivoluzione che sfuggirà al controllo, poiché il biopotere e il comunismo, la cooperazione e la rivoluzione restano insieme semplicemente nell’amore, e con innocenza. Queste sono la chiarezza e la gioia incontenibile di essere comunisti».
*Soluzione del gioco
La barba di Marx a san Francesco l’ha messa Toni Negri nel suo ultimo libro, “Impero”, scritto con Michael Hardt, Rizzoli, Milano, 2002, pagine 464, euro 38,75, da cui è tratto il testo sopra.
**Soluzione del gioco
Azione Cattolica. L’ex capo dello Stato Francesco Cossiga, che è amico di Toni Negri, così ha raccontato come lo riabbracciò nel 1997, in un’intervista a “Sette”:«Sono andato a trovarlo in carcere ed è stato un incontro commovente. Non ci vedevamo da quando, io giovane e lui giovanissimo, frequentavamo l’Azione cattolica».In effetti, Toni Negri appartiene a quella covata di intellettuali che ricoprirono cariche di rilievo nell’Azione cattolica italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, prendendo poi strade diverse: Umberto Eco, Furio Colombo, Gianni Vattimo, Arturo Parisi, Franco Bassanini…
Sintesi di un servizio di Sandro Magister, www.espressonline.kataweb.it, 18 marzo 2002
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!