Gli amichetti delle Br? Leggete Le Monde
Le Monde (di domenica 24 marzo) ha dedicato all’Italia ben otto pagine di dossier speciale. La notizia dell’omicidio di Marco Biagi è stata considerata irrilevante al fine dell’idea di Italia che il maggior quotidiano transalpino si sta impegnando a diffondere in Francia grazie al contributo dei nostri intellettuali. Normale che il dossier dia anzitutto voce al regista Nanni Moretti, il quale spiega: «La situazione italiana è pazzesca. Ci sono state delle elezioni legali che hanno visto vincere una persona che, illegalmente, siede in Parlamento. Oggi è necessario fare il bilancio di questa situazione assurda in una democrazia. Io penso che Berlusconi è il contrario di un uomo di Stato: la democrazia è una cosa che gli è estranea, che non riesce bene a capire, e in ogni caso che gli fa perdere tempo». Stefania Scateni (autrice del dossier Le Monde) e Beppe Sebaste, spiegano la loro rivolta: «Dissidenti, antagonisti, resistenti sono le parole di quelli che si oppongono all’attuale ritorno alla barbarie che il regime, instaurato da Berlusconi, rappresenta nella società italiana e nella vita pubblica. Sono molte le buone ragioni, tutte importanti, per opporci al nuovo totalitarismo che governa attualmente l’Italia». La condirettrice di Nuovi Argomenti ed intermediario nell’associazione tra Le Monde e L’Unità, Francesca Sanvitale, dà il suo contributo con un articolo intitolato “Democrazia, demagogia”: «Perché gli italiani non si ribellano davanti allo spettacolo di un Parlamento nel quale siedono personaggi sotto inchiesta, difensori di personaggi sotto inchiesta e pure, per alcuni di loro, per crimini mafiosi? La demagogia si allea perfettamente al silenzio distratto, al fattore X dell’antipolitica. La sua arte si esercita in diversi modi, ma necessita di una componente ossessionale: l’aggressività costante, la menzogna elevata a norma… ho in mente le terrificanti pagine del resoconto parlamentare dell’ultimo discorso di Filippo Turati alla camera dei deputati… ».
Per questo magnifico dossier sono state ripescate alcune perle – riprese pari pari da Dario Fo (senza citare la fonte) in un’intervista al Corriere della Sera – come quella di Giorgio Agamben, Professore di filosofia all’università di Padova, che nel 1994 scriveva: «Bisogna dire chiaramente che se il regime che, sotto l’egida di Berlusconi, rischia di installarsi in modo duraturo in Italia, è il peggiore che si possa immaginare, non è perché rappresenterebbe la destra contro la sinistra, termini che oramai hanno perduto ogni significato… È perché questo regime ha i mezzi, oltre all’intenzione, d’instaurare la più soffocante delle dittature mediatiche… ogni critica sarebbe abolita; tutto, letteralmente tutto, ridiventerebbe possibile, compresi dei nuovi campi di concentramento. Non è ammissibile nessuna complicità con le forze che sostengono questo progetto e gli intellettuali che a lei si sono
venduti non meritano che il disprezzo». Bam! Bam!
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