Please, non portate gli eroi (per amore) nelle scuole
Dei pacifisti di Ramallah, per esempio, rispetto il coraggio fisico, la testimonianza personale in guerra, e di guerra; li rispetto come il soldato israeliano, il miliziano palestinese, perfino il terrorista. Ma quando tornano e si affacciano in tv e dicono a un’opinione di questo bisognosa che “un soldato israeliano ha sparato alla testa di un bambino che giocava a pallone”, capisco d’istinto che amare i palestinesi, vestire come loro con il loro fazzoletto, immergersi nella mistica dello straccionismo mondiale, ibridare un’immonda versione del francescanesimo con la mistica della miserabilità e le sette piaghe della terra, è solo un altro caso estremo di esercizio abusivo dell’amore pubblico. Cioè un caso di menzogna e di odio. (Questi non volevano che fossero bombardate le postazioni di Karadzic e di Mladic, nel mattatoio balcanico, e osano raccontare con l’amore sulle labbra impietose bugie su un esercito che li protegge e li risparmia quando s’interpongono con le telecamere).
Giuliano Ferrara, Il Foglio – 8 aprile 2002
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