Please, non portate gli eroi (per amore) nelle scuole

Di Tempi
11 Aprile 2002
Dei pacifisti di Ramallah, per esempio, rispetto il coraggio fisico, la testimonianza personale in guerra

Dei pacifisti di Ramallah, per esempio, rispetto il coraggio fisico, la testimonianza personale in guerra, e di guerra; li rispetto come il soldato israeliano, il miliziano palestinese, perfino il terrorista. Ma quando tornano e si affacciano in tv e dicono a un’opinione di questo bisognosa che “un soldato israeliano ha sparato alla testa di un bambino che giocava a pallone”, capisco d’istinto che amare i palestinesi, vestire come loro con il loro fazzoletto, immergersi nella mistica dello straccionismo mondiale, ibridare un’immonda versione del francescanesimo con la mistica della miserabilità e le sette piaghe della terra, è solo un altro caso estremo di esercizio abusivo dell’amore pubblico. Cioè un caso di menzogna e di odio. (Questi non volevano che fossero bombardate le postazioni di Karadzic e di Mladic, nel mattatoio balcanico, e osano raccontare con l’amore sulle labbra impietose bugie su un esercito che li protegge e li risparmia quando s’interpongono con le telecamere).

Giuliano Ferrara, Il Foglio – 8 aprile 2002

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