Chi è il cardinale don Camillo
Settantuno anni ben portati, il cardinale Ruini presiede ininterrottamente dal 1991 la Conferenza dei vescovi italiani, confermato per il suo terzo mandato da Giovanni Paolo II il 6 marzo dell’anno scorso.
Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954, nominato Pro Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma il 17 gennaio 1991, il cardinale Ruini è un ottimista mai banale.
Negli ultimi anni ha impegnato la Cei su temi quali: il progetto culturale dei cattolici nella società italiana, il ruolo dei laici cattolici, il dialogo coi mondi secolari della scienza, dell’economia e della cultura, il rapporto tra antropologia e cristologia, e il tentativo di innalzare il livello morale e civile della politica.
La Chiesa italiana, a giudizio di Ruini, può giocare un ruolo di primo piano in quella che ha chiamato come la «sfida decisiva del nostro tempo: il tentativo di inserirsi nella modernità senza dissolversi in essa e senza rifiutarla in blocco». Una sfida da condurre a molteplici livelli, da quello intellettuale a quello della vita concreta, a quello della santità, per «un cristianesimo testimoniato e missionario».
Al Meeting di Rimini del 2000 spiegò: «Cristo è venuto, è morto, è risorto per la salvezza di tutti. Il “mandato missionario”, cioè il comandamento di andare, è la risultanza intrinseca dell’esperienza di Gesù terreno e risorto. (…) Possiamo dire, e mi sento di prendere la responsabilità di questa affermazione, che con la missione alle genti, come con la fede nella Resurrezione, sta o cade la Chiesa».
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