Chi è il cardinale don Camillo

Di Gaspari Antonio
24 Aprile 2002
Settantuno anni ben portati, il cardinale Ruini presiede ininterrottamente dal 1991 la Conferenza dei vescovi italiani

Settantuno anni ben portati, il cardinale Ruini presiede ininterrottamente dal 1991 la Conferenza dei vescovi italiani, confermato per il suo terzo mandato da Giovanni Paolo II il 6 marzo dell’anno scorso.

Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954, nominato Pro Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma il 17 gennaio 1991, il cardinale Ruini è un ottimista mai banale.

Negli ultimi anni ha impegnato la Cei su temi quali: il progetto culturale dei cattolici nella società italiana, il ruolo dei laici cattolici, il dialogo coi mondi secolari della scienza, dell’economia e della cultura, il rapporto tra antropologia e cristologia, e il tentativo di innalzare il livello morale e civile della politica.

La Chiesa italiana, a giudizio di Ruini, può giocare un ruolo di primo piano in quella che ha chiamato come la «sfida decisiva del nostro tempo: il tentativo di inserirsi nella modernità senza dissolversi in essa e senza rifiutarla in blocco». Una sfida da condurre a molteplici livelli, da quello intellettuale a quello della vita concreta, a quello della santità, per «un cristianesimo testimoniato e missionario».

Al Meeting di Rimini del 2000 spiegò: «Cristo è venuto, è morto, è risorto per la salvezza di tutti. Il “mandato missionario”, cioè il comandamento di andare, è la risultanza intrinseca dell’esperienza di Gesù terreno e risorto. (…) Possiamo dire, e mi sento di prendere la responsabilità di questa affermazione, che con la missione alle genti, come con la fede nella Resurrezione, sta o cade la Chiesa».

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