Il Bellocchio di Famiglia C.
Il film L’ora di religione è stato stroncato senz’appello dal vostro
critico come film blasfemo e sciapo. Per Famiglia cristiana
(un nome, una garanzia) pare invece che della scena della bestemmia non si potesse fare a meno. «Scena fondamentale», «come il grido disperato di Cristo sulla croce» sermoneggia il regista nell’intervista ed il giornalista paolino annota e concorde divulga. Bel dilemma: o il giornalista paolino è un beota che come uno sbronzo all’ultimo stadio è disposto a bere di tutto e a gradirlo pure, oppure voi siete dei rigidi moralisti ed oscurantisti.
Marina Rosa, Milano
Il nostro genio può sbagliarsi in tutto tranne che nell’aver ragione. Fortunato egli è (un nome, una garanzia), se perfino l’ulivistico Kezich ha dovuto ammettere che il Bellocchio poteva far di meglio e c’è poco da lamentarsi se al botteghino L’Ora sta facendo flop. Si tranquillizzi, il giornalismo paolino è astemio per antonomasia. E quand’anche alzasse il gomito fa lo stesso Grande Centro: una volta Giulio Andreotti, l’altra il grido disperato Giancarlo Caselli. “Mica casa e chiesa” sermoneggia la pubblicità. E intanto ha casa in chiesa. Chapeu ai Football Club. Fortunati noi.
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