Intellettuali (russi) in difesa dei cattolici

Di Tempi
02 Maggio 2002
A Mosca gli intellettuali scendono in campo contro l’espulsione dalla Russia del sacerdote italiano Stefano Caprio

A Mosca gli intellettuali scendono in campo contro l’espulsione dalla Russia del sacerdote italiano Stefano Caprio e del vescovo cattolico di Irkutsk (Siberia), mons. Jerzy Mazur, cittadino polacco. In una lettera aperta pubblicata dal giornale Nezavisimaia Gazeta, i firmatari denunciano i provvedimenti «degni dell’epoca sovietica» e polemizzano con la gerarchia ortodossa. La lettera è sottoscritta fra gli altri da Boris Vasiliev, uno dei più noti scrittori russi, dalla poetessa Rimma Kazakova e da Serghiei Filatov, presidente del Consiglio degli intellettuali russi ed ex capo dello staff del Cremlino sotto Boris Eltsin. In uno Stato democratico – si legge nella lettera a commento in particolare dell’espulsione di don Stefano Caprio – il potere deve spiegare in modo esauriente ai cittadini per quali ragioni possa essere espulso un sacerdote che vive e lavora da 10 anni in Russia, la sua seconda patria», che è «amato e rispettato» nella sua comunità e che ha promosso «numerose opere di carità». «Se il potere, con tutti i suoi servizi speciali, agisce per far piacere al Patriarcato (ortodosso) di Mosca allora si dovrà ammettere che i suoi impegni in materia di libertà religiosa e gli accordi internazionali non sono altro che fumo».

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