Razzismo etico e perdono

Di Tempi
02 Maggio 2002
Andrea Tornielli, Il Papa ai preti pedofili: "Fuori dalla Chiesa", Il Giornale, 24 aprile

Andrea Tornielli, Il Papa ai preti pedofili: “Fuori dalla Chiesa”, Il Giornale, 24 aprile.

Filippo Gentiloni, Tempi bui per il Vaticano, Il Manifesto, 24 aprile.

«Si moltiplicano, intanto, gli attacchi dei mass media – libri, film – alla debolezza della politica vaticana nei confronti del nazismo. (…) mentre anche all’interno del cattolicesimo sembra aumentare, nelle sue varie forme, lo scontento nei confronti di Roma. E, come se tutto ciò non bastasse, lo scoppio del dramma della pedofilia nel clero Usa (…)».

Antonio Socci, Razzismo “Etico”,

Il Giornale, 20 aprile.

Socci cita un’opinione di Luca Ricolfi, secondo cui l’errore della sinistra sta nella «credenza di rappresentare la parte migliore del Paese, di essere titolari di una superiorità etica,

culturale, politica».

COMMENTO

Riportiamo il titolo dell’articolo de Il Giornale, perché rappresentativo di titoli analoghi che “martellano” a riguardo di una crisi apparentemente definitiva della Chiesa, come suggerisce il brano citato di Gentiloni. Tutti quelli che si sentono a posto (non sono solo di sinistra, ma soprattutto di sinistra) scuotono la testa, dall’alto della loro moralità e intelligenza. La Chiesa esiste da duemila anni ed esiste perché non ha mai buttato fuori nessuno che abbia commesso errori, anche gravi, ma li abbia riconosciuti e tentativamente corretti, anzi: la Chiesa c’è per quelli che sbagliano, perché tutti sbagliamo. La classifica di quali siano i peccati più terribili è un esercizio moralistico, ovvero di una morale succube ai criteri del potere, che informa – con i cosiddetti mass media – la mentalità comune. Vi sono pensieri che, anzi, son peggio degli atti, proprio perché atti di bene incompiuti. La Chiesa e il Papa non sono conniventi con l’errore, sanno che c’è e che il primo modo di correggerlo è di accogliere chi sbaglia. Così i preti pedofili – una volta che si sia accertata, con tutte le garanzie del caso, la loro condizione – possono, magari debbono, essere sospesi dal sacerdozio, ma, se si pentono, non sono affatto cacciati dalla Chiesa. Dio ama l’uomo, non astratto ma com’è, peccatore, cioè tenendo conto della realtà. La Chiesa è la strada attraverso cui si può imparare ad amare tenendo conto della realtà, ma questo lo capiscono in pochi,

purtroppo.

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