Sulla democrazia. Apologo da Londra
Vivo in Inghilterra da quasi trent’anni e mia figlia ha una compagna di università che, come parte del corso di Lingue, passa un anno a Parigi. Prima la ragazza era moderatissima. Ora si è radicalizzata ed è persino scesa in piazza contro Le Pen. Però ancora non ha capito perché anziché far tanto baccano ora, i francesi non abbiano votato quando era il momento. Il suo semplice, concreto ragionamento rivela che per fortuna è rimasta solidamente inglese. Questo apologo minimo riassume la differenza tra la sinistra europea e quella britannica. Non sarà un caso che a Londra, alla manifestazione del 1° maggio (che risale solo alla dimostrazione antiglobal di Seattle, prima era una vacanza e basta) abbiano partecipato 6000 persone, mentre al funerale della regina madre la polizia abbia contato oltre 1 milione e 200.000 presenze. è ovvio che nella patria della democrazia e di tutte le libertà la piazza è vista come luogo di celebrazione e di unificazione della nazione e non come posto in cui esprimere dissenso né tanto meno come mezzo di lotta politica. La regina sta facendo il giro del suo Giubileo d’oro e ovunque arrivi si ammassa folla di ogni colore, tendenza, idea; in ogni via del Regno Unito si stanno organizzando “Street parties” che vedranno le persone più disparate celebrare insieme dal 2 giugno fino a tutto luglio quel che li unisce dimenticando le divisioni. Il funerale della regina madre, ecumenicissimo e inclusivo al massimo, ne è stato un fulgido esempio: presenziavano al culto oltre all’arcivescovo anglicano di Canterbury, il primate cattolico, il moderatore della Chiesa di Scozia e il moderatore delle Chiese inglesi libere. Accanto stavano i rappresentanti delle comunità ebraica, musulmana, indù, sikh. Trasportavano la bara le guardie reali irlandesi (cattolici del Sud) al suono delle cornamuse scozzesi; e tutto il mondo ha riconosciuto il bellissimo inno metodista gallese, che risuona nelle partite di rugby. Divisioni e battaglie invece sono per il Parlamento e sconfitte e vittorie sono decise dalla scheda elettorale.
Erica Scroppo
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!