Rivoluzionari sì. Ma con i conti in Svizzera
Per l’Onu, quelli della Colombia non sembrano problemi bisognosi d’attenzioni particolari. Mary Robinson, Commissario Onu per i Diritti Umani, nel presentare a Ginevra il rapporto annuale sui diritti umani in Colombia delle Nazioni Unite, ha dichiarato che la principale preoccupazione sarebbe nella dichiarazione del candidato Álvaro Uribe Vélez di voler «armare un milione di persone per lottare contro la guerriglia». In realtà, lo staff della campagna elettorale di Uribe ha chiarito che la proposta di una “rete civica anti-guerriglia” non riguarda affatto la distribuzione di armi. Ma anche se così fosse, sarebbe questo il problema principale in una situazione in cui i villaggi rurali sono continuamente assaliti dalle Farc a colpi di mortai artigianali e kalashnikov? Ma Ginevra e la Svizzera sono evidentemente lontani da certi problemi. Jacques de Watterville, capo della divisione affari economici del ministero degli esteri elvetico, ha rifiutato la richiesta di bloccare conti bancari in Svizzera attribuiti alle Farc. «Non siamo tenuti ad attenerci alle valutazioni che fanno certi Paesi su organizzazioni suppostamente terroristiche», ha spiegato.
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