Contro l’overdose di cibo, un’idea

Di Massobrio Paolo
16 Maggio 2002
“Il cibo è di moda, il vino pure. Peccato che pochi sappiano gustarli”

Adesso siamo all’overdose di guide e di giornali, di ristoranti top e meno top e di trasmissioni dedicate a…

Il cibo è di moda, il vino anche. Si scoppia di notizie ma raramente trovi chi sta davvero davanti a un vino o un cibo. Sull’ultima Circolare, il periodico che va alle migliaia di soci dei Club di Papillon, Nunzia, Andrea e Palino hanno scritto tre lettera bellissime. La prima racconta com’è cambiata la sua vita quando il nonno ha capito che, davanti al suo rifiuto del cibo, ci volevano due cose: l’amore e il gusto. La seconda parla di un incontro a cena, con Margherita, la sua insegnante che era così diversa, e che quella sera le ha cambiato l’esistenza; la terza è di un pittore che si trova a cena a tarda sera a Rovigo e capisce che il gusto non finisce col piacere ma apre l’orizzonte all’origine di ogni cosa. A questo punto credo d’essere un giornalista privilegiato, perché ogni volta che sto davanti a un vino o a un piatto (bisogna “stare davanti” alle cose per evitare l’abbuffata di notizie) ho presenti i destinatari dei miei scritti. Non cercano, loro, il trito e ritrito top dei top (anche se Vissani rimane il più grande, dopo quella zuppa di bucce di patate di Colfiorito assaggiato dieci giorni fa); cercano il gusto tra le pieghe della vita, col desiderio che nulla sia mai lasciato al caso. E qui ci vuole il solenne Moscato di Siracusa di Pupillo, Il “Pollio”, che ha profumi eterei di fiori secchi e gusto morbido e suadente.

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