Il Dio (di Eco) è morto

Di Tempi
13 Giugno 2002
In occasione della laurea Honoris Causa, assegnatagli dall’Università Ebraica di Gerusalemme, Eco sostiene

Umberto Eco, La forza della cultura potrà evitare lo scontro di civiltà, la Repubblica, 3 giugno.

In occasione della laurea Honoris Causa, assegnatagli dall’Università Ebraica di Gerusalemme, Eco sostiene: «Dio è dove non c’è confusione. La Verità non si trova nel tumulto, piuttosto in una ricerca silenziosa. Nel trambusto del mondo d’oggi i luoghi del silenzio restano e continuano ad essere le università».

A conferma di ciò l’esempio dell’Academie Universelle des cultures, che ha aperto un sito internet «per dotare insegnanti e educatori di strumenti intellettuali (idee, esempi, esercizi pratici) al fine di insegnare ai giovani che vivono a contatto con persone d’origine diversa, che la loro reciproca diversità non è di ostacolo ad una vita in comune…».

Anna Zafesova, «Abbiamo rintracciato la mappa del creatore», La Stampa, 6 giugno.

Scienziati russi hanno scoperto una lastra di pietra, sulla quale sembra scolpita – a tre dimensioni – la mappa della zona degli Urali. L’ipotesi è che «la pietra sia solo un frammento di un gigantesco mosaico sul quale il “creatore” ha riprodotto il mondo. Con quale obiettivo? “Forse colonizzarlo”».

Ottavio di Grazia, Naufragio a mani giunte, Il Manifesto, 6 giugno.

A proposito del libro di Vincenzo Vitiello, Il Dio possibile, esperienza del cristianesimo: «Il Dio possibile non è il Dio esistente. È esattamente il Dio che muore sulla Croce e che nella sua finitezza dice anche la fine di ogni nostra parola presuntuosamente esibita». Porsi la domanda sul Dio possibile significa porsi le «domande sul senso della vita e della morte e sulla possibile salvezza. Una salvezza inafferrabile, come le risposte alle nostre domande su Dio».

Antonio Socci, Girotondo intorno a un santo, Il Foglio, 8 giugno.

Padre Pio, che «pure otteneva guarigioni miracolose (siccome i miracoli servono per la fede) voleva far capire che la malattia si affronta innanzitutto con la carità, l’amore. E con quel dono di Dio che è la ragione, le cure mediche… Questo Dio che si commuove per noi è il cristianesimo».

Commento

Tutti si preoccupano di Dio, in qualche modo lo cercano. Tuttavia, lo cercano là dove pensano che debba essere. Così nascono le idee più strampalate: Dio starebbe nell’università, nel silenzio della ricerca intellettuale; starebbe in un mondo estraneo e, come un ufo, vorrebbe colonizzare il nostro mondo. O addirittura non starebbe, in quanto sarebbe morto e l’uomo si aggirerebbe con tutte le sue domande irrisolte come un naufrago. Per fortuna, Dio non è un pensiero dell’uomo, ma un abbraccio sorprendente e commosso all’uomo: un abbraccio così concreto e fisico che per stringere si serve di altri uomini. Perché Dio si è fatto uomo e questa è l’ipotesi di gran lunga più interessante.

Così – come ci ricorda Socci – è la testimonianza dei santi, che sono naufraghi salvati dall’abbraccio commosso di Dio per salvare altri naufraghi: noi.

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