Mamma la Francia
Parigi. L’immagine è suggestiva: come una madre ansiosa, con il suo smisurato e debordante desiderio di protezione verso i propri cittadini, “figli prediletti” o figli “sciagurati”, lo Stato francese crea sempre più dipendenza o rigetto e spinge alla deresponsabilizzazione e all’infantilizzazione dei cittadini. è così che Michel Schneider, psicanalista e consigliere della Corte dei Conti, denuncia la deriva “materna” dello Stato francese nel suo ultimo libro Big Mother, psychopathologie de la France politique.
I vantaggi per chi accetta la sottomissione alla “madre” esigente sono molteplici, come dimostrano il 51,4% del Pil che in Francia é assorbito dalla spesa pubblica ed i 6 milioni di funzionari (una persona attiva su cinque) che, direttamente o indirettamente, sono nutriti e protetti dallo Stato “materno”, per il quale non esistono “capricci” ma solo legittimi desideri che vanno soddisfatti : la pensione a 55 anni, gli orari elastici, le sovvenzioni e così via. è possibile che l’immagine di Nanni Moretti con il suo bicchierone di nutella, o quella dei girotondini che sgambettano allegramente, abbiano a che vedere con la nostalgia dello «Stato materno»?
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