Palestinesi…
Persino quei pochi fra voi, che hanno trovato il coraggio di rendere pubblico il loro dissenso dagli attentati suicidi, non hanno espresso una condanna morale, ma soltanto l’opinione che questi attentati non giovino alla causa palestinese, in questo momento. Per tutti i diavoli, com’è possibile che fino ad oggi, dopo tanti attentati suicidi, dopo tante vite annientate, dopo tanti spettacoli di orrore, non si sia levato in mezzo a voi un grido di dolore morale, soltanto morale, chiaro, distinto ed in rappresentanza di molti, che proclami «la nostra mano non ha versato questo sangue», bensì la mano di pochi, vituperati, privi di «immagine e somiglianza»? Com’è possibile, per tutti i diavoli, che un’intera società di milioni di esseri umani non possa trovare in se stessa – anche in condizioni di occupazione militare, miseria e lotta – mezzo milione, centomila, cinquantamila uomini e donne che marcino, dimostrino, parlino, scrivano e si facciano intervistare per dire: noi non siamo partecipi di questo orrore morale?
Da una lettera aperta ai palestinesi, scritta da Amnon Dankner, direttore del quotidiano israeliano Ma’ariv,
20 giugno 2002
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