Gorby, Gran Maestro dei Verdecroce
Michail Gorbaciov in Occidente gode dello status di “buono”. Sta mettendo il suo nome e il suo prestigio nella salvaguardia dell’ambiente. In realtà, “ambasciatore di benevolenza” ai più alti livelli, Gorbaciov promuove una ristrutturazione del mondo sotto un governo internazionale, segno e prodotto di una nuova civiltà e di un uomo nuovo, che non si discosta poi molto dal vecchio progetto dell’Internazionale socialista. I “fini umanitari” promossi dalla Fondazione Gorbaciov e dalla sua Green Cross International, una delle Ong più vicine ai vertici dell’Onu, si riassumono infatti nella promozione del dogma dello “sviluppo sostenibile”. Green Cross invita tutti noi a contemplare l’assoluta necessità di un governo dall’alto di tutto il pianeta che controlli i consumi, i comportamenti e i pensieri di tutti gli esseri umani, per regolare e rendere uguale ogni cosa, dall’acqua che beviamo ai rifiuti che produciamo. Esagerato? Pregasi leggere allora i proponimenti elaborati da “Green Cross Italia”: essa promuove «un cambiamento globale di valori di aiuto umanitario», in quanto i valori finora «dominanti» hanno condotto «allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, all’indifferenza per la sofferenza e l’esclusione, al disinteresse della vita in tutte le sue forme, all’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, al disprezzo delle differenze culturali, a un ambiente insostenibile». Di fronte a questo sfacelo occorre quindi, è evidente, rovesciare “i valori” e arrivare a «una nuova filosofia della rottura cosicché anche il pensare, il progettare e l’agire siano capaci di tenere conto degli effetti a lungo termine delle attività umane». Sarà bene forse cominciare ad abituarsi a questi concetti, perché Green Cross, con il livello di attenzione e di finanziamenti che il semplice passaggio del personaggio Gorbaciov riesce ad attirare, mira nientemeno che alla «nascita di una nuova civiltà basata su valori universali, […] una nuova relazione tra la specie umana e la Terra». Sogni irrealizzabili? Prima di mettersi tranquilli e passare ad altro è bene leggerci la Carta della Terra, che Gorbaciov va promuovendo da dieci anni e che si porta dietro ovunque in cartellina stampa. Si tratta di un trattato internazionale che ribalta la visione della vita che sta alla base stessa della cultura occidentale (nonché dell’antropologia cristiana): la centralità dell’essere umano, che deve cedere il passo alla Madre Terra, rispetto alla quale l’uomo deve porsi con “umiltà” e prodursi in un “impegno sacro”. Nei programmi dell’Onu la Carta della Terra è destinata ad essere approvata in via definitiva a Johannesburg, il prossimo 26 di agosto.
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