piacere popolare, morte, libertà

Di Tempi
18 Luglio 2002
Il genio di Internet si è ammazzato che aveva 25 anni

Il genio di Internet si è ammazzato che aveva 25 anni, il Prozac questa volta non ha funzionato e un’indagine Usa dice che tre milioni di giovani americani sono sedotti dal suicidio. Sedotti. Parola giusta. Tra tutte le passioni umane non è il denaro, non è il potere, cos’è? Eros&Thanatos. Un piacere da morirci dentro. Lo consiglia alla gioventù bruciante anche il Dr. Dotte, geniale capobastone dell’industria dello spettacolo, che da una decina d’anni in qua, organizza giovani in bambola, con la musica techno nel cervello, palloncini sul pisello, sulla Alexander Platz (erano cento al primo raduno del ‘91, mezzo milione alla sfilata dello scorso week-end), alla Festa della Trasgressione di Berlino. C’è poi una fiera della maturità che funziona a spizzichi e bocconi (come sarà di tutta quella bella gente vista all’ultrareclamizzata discoteca Billionaire di Briatore, roba trasversale che fa diventare “bellissima” persino Barbara Palombelli e “filosofo” perfino Emilio Fede). Ma giacché la vita è piena di complicazioni che è inutile stare qui a dettagliare e che la pubblicità non può esagerare (altrimenti come fa eternità a sdilinquirsi in parfum de toilette?), può accadere – come Cesare Pavese previde – che «il sesso sia un incidente». E che il piacere con la morte dentro non faccia altro che reclamare un «più in là» di felicità che non si chiuda sull’istante come sulla faccia una porta scorrevole. Un giorno anche noi saremo come quel bel cane fulvo, incrociato da un nostro amico su uno scoglio di Varigotti, un cane da cui ci si ritrae inorriditi, se è vero, come è vero, che starsene così all’aria, dopo una morte per infarto o per incidente stradale, procura quel che procura la vegetazione, cagnotti grossi così che formicolano al sole. È per questo che dovremmo rispettare Madre Terra, non fare la guerra, amarci un po’, non mangiare Ogm, compiangere il destino del povero Kan? È per questo che siamo nati? Non vogliamo lisciare il pelo a nessuno. Ma tra un Costanzo e l’altro, leggere, è un consiglio da amici, ci siamo sorpresi a farlo noi, il più bel libro che un giovane (ma anche un padre, una madre, un single, un vattelapesca dell’identità differente e perfino un giornalista) possa leggere questa estate: Luigi Giussani, Avvenimento di libertà, edizioni Marietti 1820, appunti di sette-otto assemblee con centinaia di giovani universitari delle facoltà di Scienze, Medicina, Lettere, Filosofia, Fisica eccetera di Milano.

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