Ai bruti liberati
Non è che Cesare Previti abbia ragione, e basta, è che addirittura rende un servizio al pubblico quando esercita con durezza americana i suoi diritti di difesa. Se la magistratura dell’accusa, il pubblico ministero, intende esercitare pieno diritto di parola ed essere parte univoca nel processo, questo è possibile, ma bisogna cambiare le leggi italiane vigenti: i magistrati devono essere eletti, l’esecutivo deve avere la responsabilità della politica penale e pagare le conseguenze dei suoi atti, le carriere devono essere separate da una muraglia cinese. Se invece una corporazione che si autogoverna, legittimata solo da concorsi, con una carriera unica e con un codice che prescrive al pm di raccogliere le prove anche a difesa dell’imputato, vuole essere libera di fare quel che desidera, noi siamo meno liberi. Previti o non Previti.
Giuliano Ferrara, “Cari magistrati, se voletela libertà fatevi eleggere”,
Il Foglio 11.07.02
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