Onu, fuori la Chiesa
Il tentativo di far espellere la Santa Sede dalle Nazioni Unite è stato tentato dalle femministe americane che vanno sotto il nome di “Catholics for a Free Choice”, cioè “Cattoliche per la libertà di scelta”. Per scelta, negli Stati Uniti, si intende ormai automaticamente quella di poter abortire. Questo gruppo in un anno, con inserzioni pubblicitarie sul New York Times, era riuscito a mettere insieme l’adesione di 400 “ong” per chiedere a Kofi Annan di togliere alla Santa Sede lo status di osservatore permanente. Di fronte a questo assalto si formò “C-Fam” (Catholic Family and Human Rights Institute) che, nel giro di due mesi, mise insieme un fronte di difesa della Santa Sede che di “ong” ne contava duemila. In una conferenza stampa all’Onu, musulmani, ebrei e protestanti affermarono che l’attacco alla Chiesa rappresentava un attacco a tutte le persone di fede. «Ogniqualvolta qualcuno dice che la fede e la religione non devono stare nella pubblica piazza», dichiarò il rabbino Yehuda Levin, «allora noi dobbiamo serrare i ranghi». La Santa Sede, fu fatto osservare, intrattiene rapporti diplomatici dal V secolo, ed oggi sono 177 i Paesi che hanno diplomatici distaccati permanentemente presso il Vaticano.
Alessandra Nucci
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