The Rising

Di Simone Fortunato
25 Luglio 2002
“Il boss canta l’America post 11 settembre”

Se oggi non scrivo di cinema è per una ragione valida. Una ragione di nome Bruce Springsteen, il più grande rocker vivente. Un uomo capace di riempire gli stadi e stregare il pubblico, attraverso performance e concerti memorabili. Ma anche l’uomo capace di cambiare voce e musica e, affascinato dalle letture della O’Connor e di Steinbeck, di dar vita ad un album e ad una tournée acustica nei teatri. In quasi trent’anni di carriera, Springsteen è diventato il cantore principe dell’America popolare, non solo degli oppressi e degli emarginati (come una certa, faziosa critica populista vorrebbe far credere), ma anche della classe media, di quella normalità d’America che di solito non ha voce in capitolo. Di più, Bruce canta dell’uomo e all’uomo, in modo realistico e pieno.
Non gli risparmia le mancanze, le miserie e le povertà, ma nemmeno lo riduce a questo, svolgendo inni al suo infinito desiderio di verità, di bellezza e di gioia.
A 17 anni dall’ultimo album realizzato con la storica E Street Band, Bruce torna per gridare una parola che il mondo sembra aver smarrito dopo l’11 settembre.
Speranza. Non una speranza campata per aria, ma «una speranza che si basi sulla vita vera, sull’amicizia, sul lavoro, sulla famiglia, sul sabato sera». Dedicato alla tragedia americana, alle vittime e agli eroi, esce in questi giorni The Rising (La Resurrezione), scritto di getto e arrangiato in pochi mesi.
Un album contro corrente sin dai titoli delle canzoni (Waitin’ on A Sunny Day, Counting on The Miracle, The Rising, Paradise) e spregiudicato nell’indicare il metodo di comprensione della realtà tutta, anche quella più cupa: la preghiera. «Adesso con queste mani / Prego il Signore / Con queste mani / Dammi la Fede, Signore» (My City of Ruins), o ancora in Into The Fire, un pompiere, prima di salire sulla torre maledetta, domanda: «Possa la tua Forza darci Forza / La Tua Fede darci Fede / Possa la Tua Speranza darci Speranza / Il Tuo Amore portarci Amore». Che Dio ti benedica e ti protegga sempre, Bruce.

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