Il dibattito sull’Iraq entra in casa Repubblicana
Influenti e autorevoli le figure repubblicane che si sono schierate contro l’attacco a Saddam. Brent Scowcroft, già Consigliere alla sicurezza nazionale ai tempi dell’operazione Desert Storm, ha dichiarato al Wall Street Journal che attaccare oggi l’Irak rischierebbe di far saltare la coalizione internazionale contro il terrorismo. Lo stesso Norman Schwarzkopf, comandante delle forze alleate durante la Guerra del Golfo, ha espresso forti preoccupazioni in merito ad un attacco a Baghdad senza un sufficiente consenso internazionale. A lui si è aggiunto il Generale Wesley Clark, comandante delle forze Nato durante l’intervento in Kosovo, che ha osservato come in questo momento la guerra potrebbe non essere la via migliore per affrontare Saddam. Critici anche molti senatori repubblicani, dal Chuck Hagel, all’ex segretario di Stato Lawrence Eagleburger, all’autorevole Dick Armey. Il New York Times ha poi riportato in un contestato editoriale i dubbi di Henry Kissinger (che si è incontrato con Colin Powell il giorno seguente la pubblicazione dell’articolo). Certo è che ai problemi strategici e militari si aggiunge adesso per Bush un problema politico.
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