Magdalene come Scipione l’africano
Apprendo che Magdalene Sisters ha vinto il Leone d’Oro a Venezia e lo confronto con We were soldiers; «un filmaccio» secondo il buon Simone Fortunato. Questi ha ragione: un giudizio estetico non può dipendere dalla corrispondenza con le nostre idee. Ora, Mullan è un ottimo attore mentre Wallace è il responsabile di “Pearl Harbour”. Bisognerà, tuttavia, ammettere che un’opera artistica non può essere unilaterale, giacchè il senso della tragedia sta nel conflitto tra due necessità. Ora Magdalene è unilaterale come tanti bellissimi film fascisti e i giurati di Venezia ricordano coloro che premiarono Scipione l’Africano. In Soldiers, invece, viene esaltato il valore del nemico, insieme allo spirito di sacrificio che ha fatto grande il “civis milesque americanus”, di quei cristiani, pessimi cittadini e ottimi soldati che continuano a combattere, ancora oggi, contro il totalitarismo religioso e statale. Ai Mullan, ai Costa Gavras, ai Bellocchio di tutto ciò non importa nulla, presi come sono dal proprio odio. Che costoro non si preoccupino, però; anch’essi, insieme alla civiltà giudaico-cristiana, verranno difesi da questo piccolo, tostissimo gregge.
Alberto Leoni
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