Il buono, il brutto e il creativo
Non importa chi sei, ma come vivi. È questa l’essenza del marketing di oggi. Yuppies, Yetties, o Bobos’ sono tutte categorie del passato, ma individuate per definire gli stili di vita più di tendenza. Oggi è il momento dei “Creatives”, una nuova “specie” umana di consumatori pronti a spendere per divertirsi, vestirsi, o comunque vivere. Negli Usa sono più di 38 milioni. Hanno occupazioni creative (come dice il loro nome) e sono scienziati, architetti, scrittori, giornalisti, pubblicitari, artisti, musicisti, o esperti di finanza. Il loro stipendio medio annuo è di circa 50mila dollari contro i 28mila dei comuni impiegati. Vivono come nomadi, perché s’annoiano presto di abitare sempre nella stessa città. Non indossano giacca e cravatta amano lo stile casual e sportivo, i piercing e i tatuaggi. Molti di loro sono gay, sono tutti colti, fanno sport e vita notturna. La loro filosofia di vita è basata su tre idee fondamentali: tecnologia, talento e tolleranza.
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