Mullan, Moretti, De Gregori, Vecchioni, etc…

Di Tempi
12 Settembre 2002
E' schiumando di rabbia contro il fascismo in piena ascensione che l’arte contemporanea fa man bassa delle istituzioni culturali

«E’ schiumando di rabbia contro il fascismo in piena ascensione che l’arte contemporanea fa man bassa delle istituzioni culturali. Non c’è nessuna fessura nella corazza dei fortunati del mondo post-sessantottino. Hanno lo stereotipo sulfureo, il cliché ribelle, l’opinione sopra le righe e più buona coscienza ancora che i notabili del museo di Bouville descritti da Sartre ne La Nausea. Perché essi occupano tutti i posti: quello, vantaggioso, del Maestro, e quello, prestigioso, del Maledetto. Vivono come una sfida eroica all’ordine delle cose la loro adesione piena di sollecitudine alla norma del giorno. Il dogma, sono loro; la bestemmia pure. E per darsi arie da emarginati insultano urlando i loro rari avversari. In breve, coniugano senza vergogna l’euforia del potere con l’ebbrezza della sovversione. Stronzi»

Alain Finkielkraut, L’Imparfait du présent, Gallimard 2002, p. 102.

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