Era Ground zero o i parioli?

Di Motta Silvia
19 Settembre 2002
Impatto e crollo, impatto-impatto, crollo-crollo. Questo il tormentone delle Tv mondiali

Impatto e crollo, impatto-impatto, crollo-crollo. Questo il tormentone delle Tv mondiali. E quel balcone su Ground Zero, da cui tutti i cronisti del globo hanno trasmesso emozioni. Le tre reti Mediaset che mandano in contemporanea la versione acustica di Fragile, eseguita da Sting il giorno della tragedia. Costanzo, da un grattacielo di fronte a Ground Zero, che obbliga una povera disgraziata a osservare i luoghi dove il marito è crepato un anno fa. Di fronte al chiacchiericcio del mondo, l’America è apparsa l’unica vera protagonista della memoria. New York l’unica vera colpita. Cnn e Cbs mandano in onda i momenti di silenzio, i rintocchi di campane, le preghiere, la lettura della lista delle vittime. Per compartecipare è necessario allontanarsi da quei giornalisti «turisti della storia e atleti delle emozioni» (Wieseltier), che credono di essere stati i protagonisti di una vicenda su cui hanno fatto un servizio. Quando si intervista davanti a Ground Zero è difficile accettare di essere lontani. In qualche modo, se non sei al Parioli romano, dovrai pure dimostrare di stare come a casa tua.

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