Vietnam libero. Stiamo con Marco

Di Tempi
19 Settembre 2002
È stato Vo Van Ai, Presidente del Comitato Vietnam per la Difesa dei Diritti dell’Uomo

È stato Vo Van Ai, Presidente del Comitato Vietnam per la Difesa dei Diritti dell’Uomo, a richiamare i parlamentari europei sulla tragica condizione dei religiosi vietnamiti non allineati alle volontà del Partito Comunista alla guida del paese. La persecuzione religiosa coinvolge indistintamente buddisti, cattolici, protestanti e membri di credi locali come l’Hao Hao e il Cao Dao. Settimana scorsa, la Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con il Sud-Est asiatico è tornata a mani vuote da Hanoi, dove non le è stato permesso di incontrare i dissidenti. I parlamentari Ue avevano fatto richiesta ufficiale di incontrare Thich Quang Do – vicepresidente di quella Chiesa Buddista Unificata del Vietnam (Ubcv) che non accetta la chiesa buddista di Stato, 18 anni trascorsi fra carcere e arresti domiciliari con l’accusa di «abuso dei diritti e delle libertà democratici al fine di danneggiare lo Stato» – e p. Thadesu Nguyen Van Ly – cattolico, condannato a 15 anni di carcere lo scorso ottobre con l’accusa di «danneggiare l’unità nazionale». Stranamente la sistematica violazione dei diritti umani, i rapimenti, le torture (con impiego dell’elettroshock), le distruzioni di chiese ed oggetti sacri, fino alle taglie sui rifugiati vietnamiti in Cambogia non sembrano turbare le coscienze dei professionisti dell’umanitarismo di casa nostra. Che firmano l’ennesimo appello “contro la guerra all’Irak” promosso da Gino Strada, gridano «vogliamo un mondo basato sulla giustizia», manifestano la propria «solidarietà» a chi è colpito dalla violenza, non vogliono più «né bombe né vittime» purché, naturalmente, lo status di “vittime” venga approvato e certificato dall’ortodossia progressista. Lo ha denunciato Marco Pannella che venerdì scorso ha lanciato da Radio Radicale un duro atto d’accusa contro i radical-chic e i benpensanti dell’Emergency-pensiero: «Accuso Strada di aver tradito la generosità e la ragione di chi appoggia Emergency in Italia quando rifiutava denaro per l’Afghanistan perché proveniva dallo schieramento italiano di centrodestra… i firmatari dell’appello pacifista di Strada sono per la pace eterna, davvero eterna, dando morte agli oppressi, ai non garantiti, in nome di un’antropologia culturale che non nomina mai la libertà, la vita, i diritti degli altri, ma pensa solo alle proprie passioni, ai propri interessi… quanti sono coloro che aderiscono alla richiesta di libertà religiosa e politica in Vietnam?». Per il popolo vietnamita, il Partito Radicale promuove una manifestazione «davanti alle ambasciate del Vietnam e alle sedi dell’Associazione nazionale partigiani che ospitano associazioni d’amicizia col regime nazi-comunista vietnamita» il prossimo sabato 21 settembre. «Vedremo il 21 quanti marceranno, quanti non saranno con gli assassini e i torturatori e ci lasceranno soli, come marciavano contro Francia, Inghilterra e Stati Uniti che volevano prepararsi alla guerra contro il nazismo. Moretti l’ho visto una volta sola in 40 anni sulle lotte per la libertà e i diritti».

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