Veronique contro i chierici

Di Persico Roberto
19 Settembre 2002
“Tutti i tempi appartengono a Dio. Non tutti i chierici purtroppo gli appartengono”

Difficile presentare Péguy senza ridurlo. Senza perdere qualcosa della violenza con cui getta in faccia agli uomini, ai cristiani, a me, a te, a noi, la debolezza, la meschinità, la superficialità di fronte al dramma di Cristo e del mondo: «Cosa non farebbero, i cattolici e in mezzo a loro i chierici, per mascherarsi, per nascondersi la verità, la realtà. Chiamano in causa i mali dei tempi. Non ci sono affatto mali dei tempi. Ci sono i mali dei chierici. Tutti i tempi appartengono a Dio. Non tutti i chierici purtroppo gli appartengono». «Voi altri leggete l’ufficio del venerdì santo. E in fondo un po’ ve ne infischiate, voi altri peccatori [è la Storia che parla]. Nella vostra mente suonano già le campane di Pasqua. Non sentite più l’eco di quell’agonia dolorosa, più che infinitamente dolorosa, l’eco di quell’agonia terribile». Senza edulcorare la sferza del suo giudizio, tante volte ricordato, sul mondo di oggi: «Questo mondo moderno non è solo un cattivo mondo cristiano, un mondo cattivo cristiano, il che non sarebbe niente, ma un mondo incristiano, scristianizzato, assolutamente, letteralmente, totalmente incristiano. Ciò che è precisamente il disastro è che le nostre stesse miserie non sono più cristiane». E senza sorvolare sulla lucida analisi delle radici del male: «Questo disastro mistico è tale, che non si può razionalmente spiegare se non attraverso un errore di mistica: l’eternità è fallita nel tempo perché i fondati di potere dell’eterno hanno disconosciuto, hanno dimenticato, hanno disprezzato il temporale».
Ma pressoché impossibile è rendere il movimento fulmineo dello sguardo, che trascorre in un lampo dalla coscienza del male all’origine della salvezza: «C’erano i mali dei tempi anche sotto i Romani. Ma Gesù venne. Non perse i suoi anni per frignare e per invocare i mali dei tempi. Tagliò corto. In un modo molto semplice. Facendo il cristianesimo. Non incriminò, non accusò nessuno. Salvò. Non incriminò il mondo. Salvò il mondo». Meglio allora dimenticare la presentazione e leggersi l’originale.

Charles Péguy, Véronique, 285 pp. Piemme, euro 14,90

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