Proposte “scadenti”
Come ci vestiremo? L’industria dell’abbigliamento se lo sta chiedendo in questi giorni. Durante le ultime sfilate, il mondo della moda ha cercato di trovare una nuova identità pur di far fronte a una crisi che sembra non finire mai. Ma potranno certe proposte aiutare le vendite se, ad esempio, Gucci propone ragazze disinibite in slip ultrasexy e kimono di seta? Oppure, se D&G presenta nuove vestali in abitini micro modello Antica Roma? Forse potrà ridare qualche nuovo impulso la poesia di Antonio Marras che reinventa romanticamente lo stile Pierrot, o rinnova abiti di chiffon impalpabile. Oppure potrà aiutare il business la creatività del marchio giapponese Evisu che ripropone uniformi e capi in denim in chiave moderna, ironica e sempre un po’ orientale. In tutto ciò resta una certezza: la moda è un prodotto a breve scadenza, come testimonia il marchio Expiration Date, il cui nome significa “data di scadenza”. Ogni capo porta una data impressa che indica quando quel pezzo andrà fuori moda: il trench “scade” nel 2004, ma la camicetta stampata solo a inizio 2003.
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