Della “Burani Procaccini”

Di Tempi
10 Ottobre 2002
Sono indignato e deluso, dopo dibattiti, interventi, disquisizioni, il testo arrivato in aula per la discussione della modifica della legge 180 è culturalmente penoso

Sono indignato e deluso, dopo dibattiti, interventi, disquisizioni, il testo arrivato in aula per la discussione della modifica della legge 180 è culturalmente penoso. L’onorevole Burani Procaccini, relatrice, presenta una proposta di legge umanamente riduttiva e, per certi versi, sconcertante. Si torna a parlare di pericolosità dell’ammalato (art.4) e l’articolo di legge più specificato è quello relativo al trattamento sanitario obbligatorio (art.3) che chi lavora in questo campo considera l’ultima “spiaggia”. Non c’è scritto nulla di programmi personalizzati, di possibilità di vita reali, di percorsi terapeutici e riabilitativi per guarire. Non c’è scritto nulla sulla dignità, grandezza, rispetto della persona. Torna invece lo spettro del manicomio, la deresponsabilizzazione delle comunità, al delega alla psichiatria perché tolga dall vista le persone che soffrono (…)
Perché non seguire invece l’esempio di alcuni Servizi Psichiatrici in Italia che funzionano, che danno risposte umanamente rispettose agli ammalati e alle loro famiglie? Tra questi ci metto anche quello che dirigo a Palmanova in Friuli…

Marco Bertoli, Direttore Dipartimento di Salute Mentale dell’Ass n°5 “Bassa Friulana”

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