L’Orgia di Pasolini a Milano
«Orgia è un testo che mi prende allo stomaco. Entra come un veleno e non mi abbandona a lungo ogni volta che lo rileggo… Orgia è un viaggio nel dolore». Così scrive il regista teatrale Valter Malosti della sceneggiatura del Pasolini rappresentato al Teatro Litta di Milano. Con una messa in scena ed una recitazione che non hanno nulla di innocuo e tutto di colpevole, i tre personaggi della piece invocano il pubblico a testimone di un sacrificio. Non c’è mediocrità, non c’è compromesso nella recitazione straziante di Michela Cescon nella parte della donna, alter ego femminile del protagonista. Non si ha il problema di tenere a bada il peccato, al contrario, lo si smaschera, lo si mostra come uno schiaffo in piena faccia. E da tanto orrore, il bisogno di salvezza che poco a poco scaturisce non è un sussurro impercettibile, ma un grido feroce che diviene invocazione. Niente di strano allora, se qualcuno nell’abbandonare la sala della rappresentazione si sia fatto inavvertitamente il segno della croce.
Chiara Cantoni
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