Povera Italia. E povera Cgil
In Italia gli occupati rappresentano solo il 54,5% del totale della popolazione attiva (cioè in età di lavoro). Tanto per darvi un’idea in Gran Bretagna rappresentano il 71,6%, nei Paesi Bassi il 74,1%. Perfino la Spagna che ha una disoccupazione record (11,3%),di oltre due punti superiore alla nostra (9%), ha più occupati di noi in rapporto alla popolazione attiva (56,1%). Come se ciò non bastasse siamo stati appena informati che 4 italiani su 10 sono pensionati (5 su 10 in Liguria, Umbria ed Emilia Romagna, ma non c’è relazione tra pensionati e colore politico, tranne una: in Italia oltre il 50% dei tesserati Cgil sono pensionati). Riepilogando: 4 italiani su 10 sono pensionati; quasi 1 su 10 è disoccupato, altri 2-3 sono in età scolare o pre-scolare, meno di 3 su 10 lavorano. E quelli che lavorano, oltre che cercare di sopravvivere (evitando di fare figli), mantengono il welfare che la Cgil difende in nome dei lavoratori. Dei lavoratori? Altro conticino: la spesa pubblica per il nostro stato sociale (finanziato da quei 2-3 lavoratori su 10 italiani) è così ripartito: 67,5% viene speso per le pensioni, 28, 6% per la sanità, 3,9% per l’assistenza. è chiaro che le pensioni si bevono gran parte delle risorse prodotte da quell’esigua minoranza di lavoratori? è chiaro. è chiaro che mancano risorse per investimenti seri altrove? è chiaro. Ed è da un lustro che ce lo dice anche l’Europa. Ma tutti fanno orecchi da mercante, perché naturalmente il voto del pensionato è una formidabile arma di dissuasione. Dunque? La situazione peggiorerà. E dato che il pozzo nero delle pensioni impedirà di investire nella scuola, nella sanità, nella lotta alla disoccupazione, peggiorerà in tutti quei comparti di cui gli stessi sindacalisti e demagoghi vari, lamentano povertà, precarietà, inefficienza. Ma sapete cosa c’è di nuovo? Che il futuro italiano è anche più roseo, poiché, stando alle previsioni di Eurostat (l’ufficio statistico europeo, fonte dei dati citati), causa calo demografico (altro nostro record, in questo caso mondiale) e uscita dal mercato del lavoro della generazione dei baby boom del dopoguerra, a partire dal 2010 in Italia vi sarà il tracollo di popolazione attiva più accentuato d’Europa, un calo del 7.5% contro il 4.4% di tutta Europa. Perfetto. L’Italia corre verso il sucidio al gran galoppo. E cosa fanno i difensori civici dei lavoratori? Scioperi generali, cacce al Previti, passeggiate no-global. Come si fa a non star dietro ai banchetti Radicali – Il Giornale che disdicono la Cgil?
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