Compagni in mutande
«Chi la fa, la fa» è la massima di Alessandro Bergonzoni. E Piero Fassino l’ha fatta sua alla lettera. Invece di lavorare per dare un senso al suo partito in chiave Labour, si mette a frequentare cattive compagnie. Pensa te se il segretario dei Ds deve finire stritolato dai vendi(cattivi) di Micromega. Da quelli che passano il tempo a raccontare l’ira funesta del Cav. e a radunarsi per innocui tuttigiùperterra. Nell’ultima puntata della resa dei conti a sinistra, Paolo Flores D’Arcais e tale “Pancho” Pardi lo hanno preso a male parole durante un agguato mascherato da convegno, davanti a una platea ben disposta alla messinscena. Loro in questa arte sono perfetti sessantottini, memori consumati di vecchie regole assembleari. Formidabili in quegli anni. Pure Fassino è sembrato perfetto, nella parte triste di chi ha perso. Di un politico ormai solo, impallinato anche da D’Alema. Certo che ormai il suo destino pare segnato: finire in mutande. Come il compagno Morandi.
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