Fuori o dentro l’Ulivo?

Di Manes Enzo
31 Ottobre 2002
Nanni Moretti e i suoi compagni di gioco si sono ritrovati per dare risposta a una questione che appare superata

Nanni Moretti e i suoi compagni di gioco si sono ritrovati per dare risposta a una questione che appare superata, a detta pure di Repubblica, il loro house organ. Il ramoscello è secco, da ardere, nonostante si parli di rifondarlo. I diesse hanno problemi con il proprio orticello, Bertinotti è nervoso perché avverte di essere chiuso nell’angolo, i no global sono ormai al litigio palese e Sergio Cofferati, da buon cinese, sta lì, in attesa che il fiume dia la risposta definitiva. Già, la sinistra è nelle mani dell’ex leader della Cgil. Con sponsor adusi alla retorica come Gino Strada e Giulietto Chiesa. Per non dire del solito Flores con l’ultima idea farlocca di un “Criminal Pride”. Cattive compagnie, insomma. Il guaio è che il gruppo venga spacciato da molta, troppa informazione (?) come il meglio che c’è su piazza e in piazza. L’unico in grado di contrastare il piccolo Cesare di Arcore, classico fenomeno di involuzione politica. Al che viene in soccorso un pensierino di Giuseppe Antonio Borgese, antico intellettuale siciliano, a proposito di come finì la libertà di stampa durante il fascismo: «Non servì alcuna legge è finita automaticamente, per conformazione e conformismo».

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