Scalfari parla (all’ospizio) con Dio
Umberto Galimberti, Psicoterapia,
D, la Repubblica, 19 ottobre.
«Se ho una visione religiosa del mondo, perché il prete non potrebbe essere il mio terapeuta?», domanda Galimberti. Un paziente in terapia psichiatrica risponde: «Il paziente va in terapia per curarsi, per stare bene e la religione non sempre è funzionale al tuo star bene. Se io vado da un terapeuta è perché proprio non ce la faccio più».
Giampaolo Cadalanu,
Siamo tutti Casa (Bianca) e Chiesa,
Il Venerdì di Repubblica, 25 ottobre.
«Senza la fede non sarei presidente», ha ammesso Bush. «È questa che mi ha sostenuto nei momenti di successo come in quelli di sfiducia». Ora la sua devozione ha lanciato una tendenza. E la Casa Bianca si è aperta a incontri di preghiera e sessioni di studio della Bibbia.
Eugenio Scalfari, Il pericolo
di una guerra contro l’Islam,
la Repubblica, 27 ottobre.
«750 ostaggi liberati, oltre 90 quelli morti durante lo scontro, centinaia gli intossicati dal gas lanciato dai caschi di cuoio, una cinquantina i terroristi rimasti uccisi (…). Porgere l’altra guancia allo schiaffo dell’avversario è un nobilissimo precetto ma presuppone che l’uomo appartenga ad una specie angelicata della quale non si è ancora visto l’avvento sul nostro pianeta».
Commento
Si pensa a Dio come un rifugio per i disperati: rifugio, non nel senso di speranza, ma di ospizio, di casa di riposo. Sembrerebbe il Dio dell’inutilità, che non sa neanche sostituire uno psicoterapeuta; il Dio un po’ magico delle favole, i cui attributi sono irreali quanto quelli dei principi azzurri; un Dio che dimostra la sua efficacia solo dopo essere diventati presidenti. Ma Dio è tutta un’altra cosa: è per i condannati a morte perché è per i vivi. Come ci ha detto don Giussani alla giornata d’inizio anno di Cl di Milano: «L’espressione del bambino è ultimamente quella che dice: “Mamma!”. “Mamma”: dentro questa parola c’è tutto quello che è venuto fuori dal nulla, c’è tutto quello che viene fuori giorno per giorno, ora per ora, momento per momento, dal nostro nulla. Io mi esorto, mi sono sempre esortato tutte le mattine delle mie giornate a pregare Iddio, cioè ad essere bambino». Per i recenti fatti di Mosca, per la minaccia costante e tremenda del terrorismo, per tutte le guerre, le incoerenze, le violenze: noi chiediamo a Dio il miracolo che finiscano. Senza smettere di fare. E in questo fare, inopinatamente, il miracolo di Dio accade: nella vita delle persone, che cambiano, e dei popoli. Non si sa come, ma si è aperto il mar Rosso; il sole è roteato a Fatima; il comunismo è crollato. Cioè, l’impensabile avviene e questo è la radice della pace.
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