Treno gratis? C’è chi Casarini e chi no
Viaggi gratis o quasi sotto il benevolo sguardo delle Ferrovie dello Stato. Prezzo politico sui biglietti ai no global e presa per i fondelli per milioni di Italiani che, evidentemente colpevoli di essere global, per viaggiare pagano regolare e salato biglietto. Grazie infatti a un accordo a livello nazionale stipulato nei giorni scorsi con Trenitalia, il Social Forum aveva ottenuto per i suoi amici il prezzo “politico” di 20 euro andata e ritorno per arrivare a Firenze da qualsiasi località italiana nei giorni di venerdì 8 e sabato 9 novembre. Sono stati quindi allestiti ben 12 treni straordinari che, ha calcolato un portavoce di Trenitalia, hanno dato la possibilità a circa 13.000 persone di raggiungere a quel modico prezzo il capoluogo toscano. Ma si sa che in varie stazioni del Bel Paese si è pagato anche meno: sappiamo dal sito internet del Social Forum che da Caserta il 9 novembre alle 7,20 del mattino era previsto un treno speciale al costo di 15 euro: e che da Bologna per Firenze, sempre per sabato 9, si partiva alle 11.24 con costo 10 euro. Qui i biglietti si acquistavano direttamente al gruppo consiliare in Comune, in Piazza Maggiore 6 (quale gruppo non è dato sapere, si accettano scommesse). Ma l’accordo, già di manica assai larga come può dedurre chiunque paghi un regolare biglietto ferroviario, non è andato a genio a tutti. Non contento del prezzo ritenuto comunque eccessivo, il “Movimento dei disobbedienti del Nordest” ha pensato bene di rompere le trattative con Trenitalia in quanto «in lotta da anni per il diritto alla mobilità per tutti contro il caro-treni». Di qui la decisione di “disobbedire” versando alle Ferrovie soltanto 5 a testa e “diffidando le forze dell’ordine dall’impedirci di salire sui treni” come i “disobbedienti” hanno precisato in un loro comunicato diffuso via Internet. Che è successo allora alla stazione di Trieste, territorio compreso nella giurisdizione dei “disobbedienti”? Il Global train previsto e promesso per venerdì 8 alla stazione alle 15.03 è stato negato da Trenitalia, visto che i “disobbedienti” non intendevano pagare. Così una quarantina di giovani a Trieste, altri 40 a Monfalcone e altrettanti a Gorizia hanno preso il primo treno interregionale per Venezia senza pagare nemmeno un euro. A Trieste la polizia ferroviaria e i carabinieri li hanno lasciati salire, dopo un improvvisato comizio, per evitare tafferugli e scazzottate. A questo punto l’ente che ha subìto i maggiori danni è stata la Direzione trasporti regionali, responsabile per i treni per Venezia: ma a quanto pare, date le oggettive difficoltà, non è stata assunta alcuna iniziativa per recuperare i soldi dei biglietti non pagati in nome del conclamato “diritto alla mobilità e contro il caro-treni”. Con buona pace di chi si ostina a credere all’art. 3 della Costituzione (tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge) anziché all’aureo adagio di Orwell nella Fattoria degli animali: «tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».
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