La Corea batte cassa

Di Madama Enrico
21 Novembre 2002
Il “Presidente Eterno” della Corea del Nord dice che ha la bomba atomica

Il “Presidente Eterno” della Corea del Nord dice che ha la bomba atomica. Gli Usa mostrano i muscoli, ma intanto Giappone e Corea del Sud pagano il conto. Questa la morale da trarre dal reiterato (l’aveva già ammesso due settimane fa) annuncio di Pyongyang di possedere armi nucleari. L’Onu imporrà anche a Kim Jong II la ricetta anti-Saddam? Non è proprio il caso. Non con la Cina a due passi, non con Seul all’interno del raggio di fuoco dell’artiglieria nordcoreana e del suo esercito male equipaggiato ma pur sempre composto da 3 milioni di uomini. Nel 1994 le informazioni per cui la Corea del Nord si avvicinava all’atomica, spinsero la Casa Bianca a progettare un attacco aereo al reattore sospetto. Poi gli Usa decisero di passare ai negoziati e si raggiunse l’accordo di Ginevra per cui Pyongyang rinunciava all’atomica in cambio di assistenza energetica. La Corea del Nord avrebbe congelato per cinque anni i test di missili a lungo raggio, gli Usa in cambio avrebbero fornito due reattori nucleari ad acqua leggera da 2000 megawatt. A otto anni di distanza l’accordo rimane lettera morta. Già nel 1998 Pyongyang riprese i test balistici spedendo un glorioso Taepodong oltre i cieli del Giappone. Seguirono altre minacce e altri colloqui. Anche all’inizio dello scorso ottobre l’incontro tra il segretario di Stato Usa James Kelly e le autorità nordcoreane finì nel solito scambio di accuse. Il fatto è che sia Pyongyang sia Washington hanno i loro bei vantaggi da trarre da una situazione di scontro diplomatico. Gli Usa, con la scusa di difendersi da eventuali aggressioni nordcoreane, possono continuare a tenere in vita il programma di difesa missilistico che tanto innervosisce Pechino. La Corea del Nord può continuare nella provata tattica di “tira e molla” che da anni ormai la mantiene partner alla pari sul piano diplomatico nonostante lo sfacelo economico interno, ben sapendo che se anche gli americani non sganciano un quattrino, alla fine c’è chi lo fa al posto loro. Seul e Tokyo.

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