AAA vendesi condominio “solidale”
Avete mai pensato di vivere in una cascina, con altre due o tre famiglie, con l’idea di aiutarsi, di condividere la dura e normale vita, e, di fronte alla richiesta di uno o due miliardi di vecchie lire, aver desistito? Siete dei fessi, ve lo spiegano i giornali come si fa, e che cosa è, nel nostro Paese, la normalità. Come? Raccontandovi “normali” esperienze di vita. Non avete soldi, no problem, la cascina, o, che so, «una villa con un centinaio di stanze e un giardino», la occupate. Cose d’altri tempi? È vero, ma il bello è che quella villa, occupata a metà degli anni ’70, «strada percorsa da tanti», dopo un «accordo con il proprietario», ora sarebbe vostra in “comodato”. Vivono insieme, alcune famiglie, in cento stanze, condividono vita e soldi. Pensate sia una comune? Noo, una volta sì, ma, dopo essersi riciclati, oggi si chiama “condominio solidale”. Ce ne sono altri, ognuno decide quanti soldi gli servono al mese, si fanno gli affidi, molto politicamente corretto, i soldi non contano, aiutiamo gli altri, “una nuova normalità”. Ci si può chiedere da dove tirino fuori i soldi, visto che i condomini solidali sono tutte ville, cascine, palazzi. Hanno sovvenzioni, convenzioni con i comuni, costruiranno un condominio eco-solidale, (chi paga? Il giornalista non lo dice), ma certo loro si occupano degli altri. Cosa insegneranno a figli affidati con questa nuova normalità da occupazione convenzionata? I soldi che prendono sono i vostri, quelli che voi pagate in tasse. Ma certo loro fanno del bene, mentre voi pensate solo a lavorare, a far soldi, a “far circolare l’economia” come da pubblicità. È vero, c’è quella piccola pecca iniziale, «strada percorsa da tanti», dicono, certo non gli sono serviti i mutui, e immagino che i loro figli saranno stati tutti al Social Forum, cinque giorni senza lavorare. Chi li mantiene? Alla faccia nostra, poveri fessi. E la normalità? Quella, è tutta un’altra storia.
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