Mettiamoci il naso (e la famiglia)

Di Castagneto Pierluigi
28 Novembre 2002
In un decennio in Italia i minorenni sono diminuiti di circa un milione e mezzo attestandosi al 17,4% della popolazione

In un decennio in Italia i minorenni sono diminuiti di circa un milione e mezzo attestandosi al 17,4% della popolazione. Il crollo delle nascite è sotto gli occhi di tutti tant’è che il Papa, nel recente discorso al parlamento, ha chiesto agli italiani di mettersi a fare più figli operando una netta «inversione di tendenza». Tuttavia all’infanzia in genere si associano temi quali la violenza sui minori, pedofilia, lavoro minorile, mercato degli organi. Una lunga galleria di orrori che in genere sposta l’attenzione sul lato oscuro del fenomeno. Oltre al sensazionalismo irrazionale e isterico, il tentativo di parlare dei bambini come risorsa, come persone che hanno bisogno di educazione e di una famiglia è stato fatto a Collodi, dove la settimana scorsa si è tenuta la II Conferenza nazionale sull’infanzia e sull’adolescenza. “Mettiamoci il naso” ha fatto da sottotitolo ai lavori e la scelta del luogo non è stata a caso in quanto Pinocchio ha evidenti riferimenti con l’“avventura di diventare grandi”. Organizzata dal ministero del Welfare, ha visto la partecipazione di ministri, parlamentari, funzionari degli enti locali, esperti, ma soprattutto di molta gente che lavora nel settore educativo. Ha condotto i lavori il sottosegretario del ministero del Lavoro, con delega alle politiche sociali, senatore Grazia Sestini che ha in più occasioni ribadito che «il bimbo è sì soggetto di diritti, come stabiliscono le convenzioni internazionali, ma è innanzitutto una persona che ha diritto di essere educata all’interno della famiglia». Grazie al nuovo orientamento del governo le politiche sociali cominciano, dopo decenni di assenza, a riconsiderare il ruolo centrale della famiglia e il valore dell’educazione. Intervenire con sgravi fiscali, oppure proporre la legge quadro sugli asili nido, ma anche favorire i buoni scuola, significa, per la senatrice Sestini, fare politiche per l’infanzia perché «non c’è infanzia, senza famiglia». Alla ribalta di una conferenza governativa anche la “sussidiarietà”. Le associazioni del terzo settore, volontariato e impresa sociale diventano le protagoniste delle politiche sociali, mentre la politica ha solo il compito di indirizzare e coordinare gli interventi. E c’è anche un’ultima sfida. Entro il 2006 ben 10.626 bambini ospitati in oltre 500 istituti per minori dovranno trovare sistemazione nelle famiglie. A Collodi è stata fatta la scelta di sostenere l’istituto dell’affido e le associazioni che stanno sostenendo tale sforzo.

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