Un sorprendente “Volo” sugli intellettuali (cattolici e non)
Eugenio Scalfari, L’io metamorfico e la cultura della modernità, L’Espresso, 28 novembre
«Una verità assoluta non è ipotizzabile, se non come verità rivelata e quindi acquisita per via di fede e non di intelletto. Ecco perché la verità non è mai né assoluta né eterna: perché la sua ricerca è affidata alla mente di milioni di individui e ciascuna di quelle menti a sua volta si modifica in continuazione».
Giovanni Bazoli, Il Dio che punì Sodoma e la guerra ai dittatori, la Repubblica, 27 novembre
«È possibile decifrare nella storia del mondo una trama che risponda a un disegno di giustizia? A questa domanda l’uomo d’oggi non è in grado di rispondere positivamente».
Sergio Romano, Distanze tra Stato e Chiesa, Panorama, 28 novembre
«La clemenza, il perdono e la pietà sono le armi con cui la Chiesa combatte battaglie di lungo respiro. Lo Stato non può adottare lo stesso punto di vista».
Francesco Pardi, Quale storia condivisa? L’Unità, 24 novembre
«Dunque la storia ci divide, ma ci divide anche il presente. E ci dividono anche il futuro e i modelli di vita. Non c’è nessun argomento della vita sociale in cui ci sia consonanza di passione e di intenti».
Adriano Sofri, L’indulto nel Paese diviso, la Repubblica, 26 novembre
«La questione della clemenza per il Papa, come per l’ultimo detenuto, evoca il bisogno che una comunità o una persona ogni tanto sentono, di fermarsi un momento e rinnovarsi. Non l’illusione di rifarsi da capo a fondo: ma l’occasione di convertirsi, riconvertirsi e ricominciare».
Commento
Sembrerebbe che il laico Scalfari e il cattolico Bazoli, alla fine, la pensino nello stesso modo: a questo mondo non c’è verità e nemmeno giustizia certa. Il liberal Romano aggiunge che anche la clemenza, l’amore, il perdono, richiesti dal Papa per i detenuti, non sono partecipabili dallo Stato. Dio, la verità (fatto di amore, come ci insegna la tradizione cristiana), se c’è, non c’entra e non deve c’entrare né con l’intelletto né con l’agire umano in genere. Chi fermerà il delirio di Pardi? La guerra disperata e continua a cui sembreremmo essere destinati: milioni di uomini contro milioni di uomini, sempre? Se non si ragiona per schemi, la necessità di essere perdonati e di perdonare risulta evidente a tutti e non solo ai carcerati, come Sofri. Sorprendentemente Fabio Volo – attore, ex “iena” – in un suo articolo (Fabio Volo, Volo: ridiventiamo come bambini, Avvenire, 23 nov.), sottolinea la grande differenza che c’è tra il rimanere bambini – cioè infantili – e il diventare come bambini, suggerito da Gesù: «Diventare bambini vuol dire fidarsi, diventare umili e mettere Dio al centro delle cose e non se stessi. Quindi fidarsi e affidarsi a Lui, come da bambini si faceva con i genitori». Allora, da adulti, c’è da augurarsi di incontrare qualcuno di cui potersi fidare, così da sperare di continuare a crescere.
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