Forzature di moda
La moda è stanca. L’intero fashion business è un meccanismo che sta girando a vuoto. Troppi stilisti e produttori improvvisati pensano di poter lanciare ogni sei mesi collezioni da vendere a prezzi molto spesso oltre il loro valore intrinseco. Anche le idee scarseggiano. Paul Smith ha presentato gonne fatte di cravatte (stile bricolage anni ’70), Trussardi rilancia la gonnellina all’uncinetto, Stella McCartney e Hussein Chalayan lanciano capi fatti d’intrecci di pezzi di stoffa, o con “oblò” privi d’utilità o senso estetico. Anche la macchina dei consumi natalizi arranca. Nessuno sa più che senso ha tutto questo darsi da fare. E il mondo più glamour si divide in due parti: c’è chi si rintana in casa – in un mondo pieno di comfort e vizi – e chi vuole solo uscire e festeggiare. Per chi vuole essere al centro della vita di società, il gadget più “in” è il “Social Kit”, astuccio essenziale contenente un libro di cocktail, una manciata di coriandoli e tovagliolini di carta.
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