Un vino davvero Forte
Pasquale Forte era emozionato come un ragazzino al primo giorno di scuola, l’altra sera da Aimo e Nadia, dove settanta persone avrebbero assaggiato i suoi sangiovese annata 2000. Pensa te – dicevo fra me – è un imprenditore da 4000 dipendenti, la sua specializzazione in alta tecnologia lo porta a forgiare i motori più sofisticati del mondo e adesso lui è lì, emozionato davanti ai Veronelli, ai Gatti, ai Lanati. Quando prende la parola ci presenta il fattore del suo Podere Forte di Castiglione d’Orcia e poi il sindaco. E racconta della sera prima, al ritorno da un viaggio in India, mentre stava mangiando nel casolare. Arriva una telefonata al fattore: «Corri che sta per nascere un vitello». Sono usciti tutti, nel buio misterioso della campagna toscana ed hanno assistito alla nascita di una vita. Perché questo uomo abbia fatto il vino, imparando a potare e poi a vinificare, seguendo i consigli dei papessi del vino, Attilio Scienza e Donato Lanati, lo si capisce nell’ultima pagina di un suo libro di foto e poesie, molto bello, intitolato Species. C’è scritto: «A mio padre, grande agricoltore». Il suo Sangiovese Petrucci 2000 ha i profumi dell’aneto e poi delle spezie e della viola. è potente, caldo, setoso, ampio. In quel bicchiere c’è una cosa viva, c’è il richiamo alla terra, all’origine che il Padre ci ha fatto conoscere attraverso i padri. Il vino è un mistero: compagno di viaggio che ci rivela un presente.
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