Che differenza c’è tra un comboniano e un raeliano?

Di Tempi
09 Gennaio 2003
Il 25 dicembre scorso, giorno di Natale, Renzo Allegri ci ha raccontato così il quinto anniversario della morte di Giorgio Strehler

Il 25 dicembre scorso, giorno di Natale, Renzo Allegri ci ha raccontato così il quinto anniversario della morte di Giorgio Strehler: «Ho intervistato la vedova del regista, l’attrice tedesca Andrea Jonasson. Ad un certo momento la conversazione si è fermata su Strehler, accanto al quale è vissuta per 24 anni. “Nel dicembre 1997, qualche settimana prima della morte di Giorgio, eravamo nella nostra casa di Milano e lui aveva la febbre altissima. Aveva una brutta broncopolmonite che lo tormentava e lo faceva molto soffrire. Non riusciva a respirare, non riusciva a dormire e ad un certo momento, nel cuore della notte, si è alzato, si è messo in ginocchio in mezzo alla camera e si è messo a pregare, forte, con voce disperata. Ma pregava in una lingua che io non capivo, forse il latino o il greco, e quella preghiera è durata a lungo. Poi si è calmato ed è riuscito ad addormentarsi. Al mattino mi ha detto: ‘Andrea, questa notte ho pregato. Ho pregato Gesù Cristo, perché era un uomo, uno che ha conosciuto la nostra condizione e le nostre sofferenze. Sento che lui è vicino a noi. L’ho pregato e sono certo che mi ha aiutato perché poi sono riuscito a dormire un poco’”». Il 6 gennaio scorso, giorno dell’Epifania, preti comboniani ed altre organizzazioni pretesche (Pax Christi, Coordinamento per il giubileo degli oppressi, Coordinamento contro la guerra, Scuola di pace don Tonino Bello di Molfetta), cioè persone che per libera scelta dovrebbero avere come identità e professione nel mondo quella dell’annuncio di Cristo, hanno deciso di non celebrare l’Eucarestia di Cristo e lo hanno annunciato al mondo così: «Noi missionari, presenti in molti Paesi in guerra e testimoni della sofferenza che un sistema profondamente ingiusto e di opulenza genera, ci sentiamo profondamente turbati e rinunciamo a celebrare la nascita del Principe della Pace in un clima di complicità nell’ingiustizia e di guerra nei confronti dei Sud». Streheleriani profondamente turbati si domandano: visto che di guerre, sofferenze e ingiustizie è pieno il mondo da che mondo è paese, che differenza c’è tra un raeliano e un comboniano? Entrambi virtuosi extraterrestri? E poi dice che uno si dà a Zarathustra: «Di voi, o virtuosi, oggi la mia bellezza ha sorriso. E così giunse a me la sua voce: “e per di più essi vogliono essere pagati!” Anche pagati volete essere, o virtuosi! Volete avere una ricompensa per la virtù, e il cielo per la terra, ed eternità per il vostro oggi?»

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