La sorella del poeta che amava la realtà

Di Persico Roberto
16 Gennaio 2003
“Dorothy Wordsworth, aveva occhi selvaggi, mobilissimi, sorprendenti”

«Tre corpi e un’anima sola». Così Samuel Coleridge, uno dei padri del romanticismo inglese, definiva il sodalizio che legava lui, l’altro grande poeta William Wordsworth e la di lui sorella Dorothy. Rimasti orfani da piccoli, a lungo separati, i due fratelli Wordsworth erano legati da un affetto profondo e tenace. Con il successo di William erano finalmente riusciti a comprare una casa nel villaggio di Grasmere, nel cuore dell’incantevole distretto dei laghi. E mentre i due uomini giravano il mondo e diffondevano il verbo della nuova poesia della natura (Coleridge è rimasto vittima degli strali di Clive Staple Lewis, che si è fatto beffe della sua pretesa di pregare non «movendo le labbra e piegati i ginocchi» ma «con l’animo composto a un sentimento di serena compassione»), la sorella rimaneva a prendersi cura della casa, luogo e simbolo della sicurezza finalmente trovata. E annotava nei suoi quaderni quello che accadeva nei dintorni.
Relegata dalle convenzioni dell’epoca in un ruolo secondario, Dorothy Wordsworth rivela nei diari (non scritti immaginando una destinazione pubblica, ma solo per aggiornare il fratello sugli avvenimenti locali) una capacità di osservazione tutt’altro che banale. «Il suo sguardo non era dolce» è l’annotazione di un amico di famiglia «e nemmeno fiero o spavaldo. Ma selvaggio, sorprendente, mobilissimo». Così è il suo linguaggio, nitido, efficace, a tratti tagliente, estraneo a qualsiasi leziosità. Sulle sue pagine scorre, in veloci appunti, uno spaccato vivido della campagna inglese all’alba della rivoluzione industriale. Con i ritmi della vita agricola, l’avvicendarsi delle stagioni, la vita sociale, le fiere e i mercati. Ma anche i primi segni del nuovo mondo: i boschi tagliati, i mendicanti, i bambini affamati; il vecchio Willy, un tempo agiato fattore, ridotto a stalliere e morto in povertà. Un amore alla realtà a cui William sarà sempre riconoscente e da cui tanta sua poesia ha tratto ispirazione.

Dorothy Wordsworth, I diari di Grasmere, 284 pp. Sellerio, euro 9.00

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