Il produttore di Muccino (e di don Vitaliano)

Di Attrotto Saverio
23 Gennaio 2003
Nata nel 1989 dalle ceneri della Vertigo Film, prima e più sfortunata creatura di Procacci

Nata nel 1989 dalle ceneri della Vertigo Film, prima e più sfortunata creatura di Procacci, la Fandango ha lanciato i nuovi autori del cinema italiano, dall’esordio con La stazione dell’allora sconosciuto Sergio Rubini fino ai recenti Respiro di Crialese e L’imbalsamatore di Garrone. Punta di diamante della casa è Gabriele Muccino, di cui ha prodotto tutti i film, da Ecco fatto a Come te nessuno mai, fino allo strepitoso successo de L’ultimo bacio e all’imminente Ricordati di me. La passione di Procacci per la terra dei canguri ha dato vita a una divisione australiana, fiore all’occhiello delle diverse co-produzioni internazionali targate Fandango. Oltre ai film, Procacci realizza anche documentari: storici, come Radio Alice, che rievoca gli scontri di piazza a Bologna nel ’77, e d’attualità, come Don Vitaliano, profilo del prete no global. Nel 1999 il marchio Fandango è diventato multimediale, con la nascita della casa editrice e poi dell’etichetta discografica. Negli ultimi anni Procacci ha anche rilevato e restituito al pubblico uno storico cinema d’essai della capitale, il Politecnico.

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