Una porpora preziosa

Di Tempi
30 Gennaio 2003
(C’è poco da scherzare, il grande vescovo di Milano, Ambrogio, fu eletto a furor di popolo senza essere nemmeno battezzato)

La filosofia, per colpa delle scemenze empiriste che hanno immaginato di superare il nichilismo degli idealisti con un altro nichilismo, per colpa dell’abbandono di Platone e di Aristotele, e di molti loro chiosatori degli ultimi due millenni e mezzo, è in forte ribasso. Pensano che sia un gioco a quiz, che riguardi quella sciocchezza giornalistica chiamata etica pubblica, che debba fare da advisor alla tecnica, alla politologia, alla sociologia e ad altri pseudoconcetti (come diceva don Benedetto Croce). L’unica istituzione che ne conserva il ricordo, e ne coltiva l’attualità, è la Chiesa o le chiese, che sanno come sia importante dare comunque o comunque cercare una versione approssimativa di ciò che siamo come un tutto, e non come un ammasso di cellule da laboratorio e altri strumenti del non pensiero. Certo la Chiesa vuole il trionfo della fede, ma se si allea con la filosofia contro la degenerazione belluina della scienza-regina, diventa la più preziosa istituzione del mondo. Mi faccio prete. La clonazione riproduttiva attacca il cuore di quel che siamo, il mondo pensato e ricostruito secondo una razionalità che cerca di fondarsi sul racconto, sulla letteratura dalla Bibbia in giù, sull’arte e, scusate la parola, sull’amore cieco.
I genitori di Eva? Diamogli il bando, subito.

Giuliano Ferrara,
Panorama, 30.01.03

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