Mobilità? Un bell’Ambiente

Di Ronzoni Emmanuela
13 Febbraio 2003
Città caotiche, domeniche a piedi, targhe alterne. Formigoni e chi si occupa di trasporti dicono che...

Il binomio ambiente e sviluppo costituisce, per chi ha responsabilità nel governo del territorio, una coppia inscindibile ed una priorità assoluta. La piena coscienza di ciò è maturata nel momento in cui è venuto al pettine il nodo della mobilità – per troppo tempo trascurato dai poteri pubblici – sotto forma di cronica paralisi del traffico in molte aree del territorio regionale, e alti tassi di inquinamento atmosferico, tali da costituire un pericolo per la salute della popolazione.Una mobilità adeguata è condizione ineludibile sia della competitività del sistema Lombardia nel quadro dell’economia globalizzata, sia della più generale qualità della vita, ma va perseguita tenendo ben presente il suo impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente. Non esistono singoli provvedimenti miracolosi che rispondano alla triplice sfida di garantire una mobilità adeguata, la tutela della salute e dell’ambiente e uno sviluppo economico duraturo. Quel che come Regione Lombardia stiamo facendo, è di promuovere molteplici interventi in vari ambiti, che insieme configurano un progetto complessivo. Attualmente stiamo sviluppando 62 interventi diversi organizzati attorno a quattro assi: 1) misure di policy: sono quelle che riuniscono attorno a tavoli di confronto istituzioni, società civile e mondo economico per individuare le iniziative da intraprendere e tutte quelle iniziative atte ad approfondire la ricerca, la conoscenza e il monitoraggio della qualità dell’ambiente; 2) misure tecniche: mirano a ridurre le emissioni di inquinanti, favorendo la sostituzioni di vecchie fonti e tecnologie energetiche con altre più innovative ed ecologiche; 3) misure infrastrutturali: comprendono la costruzione di strade e autostrade, ma soprattutto parcheggi, linee ferroviarie e metropolitane destinate a decongestionare il traffico, ma anche scelte di politica territoriale e interventi di riqualificazione ambientale come la forestazione urbana e di vaste aree regionali; 4) misure organizzative: cioè iniziative che favoriscono un cambiamento degli stili di vita, e che riguardano le modalità e gli orari degli spostamenti. Sono misure-ponte, che potranno essere accantonate quando le iniziative tecniche ed infrastrutturali saranno decollate. Contiamo di dare piena attuazione a questo programma, che abbiamo presentato nel nostro Libro Azzurro della mobilità e dell’ambiente, attraverso la già sperimentata collaborazione con le istituzioni del territorio e con le imprese economiche attive nei vari settori.
Roberto Formigoni, Presidente Regione Lombardia

Fiat: Ambiente e Mobilità Sostenibile
L’inquinamento legato al traffico rappresenta uno dei problemi più sentiti nelle realtà urbane. Per il miglioramento della qualità dell’aria, un grande contributo può venire dall’utilizzo del metano, l’unica concreta alternativa che si caratterizza positivamente sia sul piano dei benefici ambientali che su quello della fattibilità economica. Nel corso del 2001 Fiat Auto ha promosso uno studio condotto dal Centro Studi e Sistemi di Trasporto con l’obiettivo di stimare gli effetti sulle emissioni di inquinanti prodotti dall’uso del metano. Tale studio ha dimostrato che è un combustibile pulito e sicuro, ed è un carburante alternativo al petrolio. Il Governo, Fiat ed Unione Petrolifera hanno perciò ritenuto opportuno proporre un piano nazionale di metanizzazione del trasporto urbano, per la cui realizzazione è stato stipulato un “Accordo di Programma” (2002-2005) relativo alle città prioritarie per il miglioramento della qualità dell’aria. Ad oggi, vi aderiscono più di 15 città e altre stanno avviando il processo di adesione al progetto. Per favorire una mobilità sostenibile nel lungo periodo, Fiat Auto è anche impegnata sul fronte della ricerca e dello sviluppo di prodotti a minimo impatto ambientale quali l’ibrido e l’idrogeno. La tecnologia dell’ibrido è uno degli assi portanti dell’impegno di Fiat ma presenta ancora un importante gap di costo rispetto a un veicolo tradizionale: perciò essa richiederà almeno dai 4 ai 6 anni prima di avere un radicamento nel mercato. In una prospettiva di lungo termine anche l’idrogeno rappresenta una componente chiave in un futuro sistema energetico sostenibile ma il cammino è ancora ricco di sfide tecniche ed economiche da superare. Fiat Auto sta lavorando per portare qualcosa di concreto nell’immediato e, con un sempre continuo sviluppo tecnologico, raggiungere l’ambizioso progetto di un nuovo sistema di mobilità.

Sea: uno scalo per tutti
L’accessibilità risulta essere uno dei fattori chiave per accelerare lo sviluppo economico e sociale e per incrementare la competitività di un’area, di una regione, di un Paese, e dipende dal livello qualitativo e dall’integrazione delle infrastrutture e dei trasporti. Negli ultimi 10 anni le aree che hanno avuto il maggior tasso di crescita sono state quelle sviluppatesi intorno agli aeroporti intercontinentali. Ecco perché risulta strategico pianificare e progettare moderni sistemi di accessibilità integrati e di collegamento anche con gli scali. Sea da parte sua ha investito per i prossimi due anni circa 520 milioni di euro in opere infrastrutturali per Malpensa. In particolare, gli investimenti prevedono il completamento del Terminal 1 e il terzo satellite di imbarco passeggeri, la realizzazione di un hangar per la manutenzione degli aerei e il completamento di Cargo City – il grande polo logistico per le merci già in fase di realizzazione -, che rappresenta un asset determinante per soddisfare le esigenze di import/export delle imprese presenti nel Nord Italia. Questi interventi necessitano di un network di collegamenti integrati, per consolidare la coesione economica e sociale e per accrescere la competitività dell’intero tessuto produttivo. Per questo occorre “fare sistema”, confrontandosi su idee e progetti affinché lo scalo diventi un’opportunità per tutti, per Milano e per la Lombardia, che altrimenti rischieranno di perdere punti in competitività.
Giorgio Fossa, Presidente Sea

Piaggio: ecosensibilità
Il Gruppo Piaggio è una delle realtà aziendali italiane più sensibili al binomio ambiente/sviluppo. In particolare la Divisione Veicoli Trasporto Leggero si è da tempo posta come obiettivo la soddisfazione dei bisogni legati al trasporto commerciale con prodotti e servizi in grado di ridurre l’inquinamento senza limitare per questo le esigenze di utenti che, in virtù dell’utilizzo “professionale” dei veicoli, guardano all’efficienza del trasporto. Piaggio ha infatti introdotto da tempo veicoli ad inquinamento zero (elettrici) e a basso impatto ambientale (GPL e metano) attivando inoltre un team interno dedicato e una rete di vendita qualificata per supportare i clienti nei progetti di mobilità sostenibile. Così Piaggio, nel segmento dei veicoli commerciali“ecologici”, è diventata leader di riferimento, offrendo soluzioni di mobilità intelligente a numerosi clienti (municipalità, aziende di servizi, professionisti del trasporto urbano, ecc.). Il veicolo elettrico, infatti, non solo è adatto a soddisfare la mobilità individuale privata, ma può essere valida risposta per esigenze professionali che implichino la guida in ambito urbano. I minivan Porter elettrici, ad esempio, sono già presenti in oltre cento Comuni italiani (nel solo Comune di Reggio Emilia ne circolano per esempio oltre 250). L’autonomia è un aspetto con cui confrontarsi e che spesso rende poco interessante il veicolo elettrico. Un Piaggio Porter elettrico arriva, grazie alla nuova motorizzazione che verrà presentata a Progetto Città, a oltre 100km con una ricarica. Il suo tempo di ricarica, inoltre, è compatibile con il tempo in cui un veicolo è solitamente fermo (di notte). Sintetizzando, tutti i bisogni del cliente che utilizza il veicolo per lo spostamento quotidiano in ambito urbano (soprattutto per lavoro) sono soddisfatti dal Porter in modo ottimale. L’impegno è stato valorizzato da numerose istituzioni: Legambiente ha assegnato all’azienda nel 2001 il primo premio Innovazione amica dell’ambiente; Piaggio si è inoltre classificata prima nel Concorso del Forum “Nuove Energie per la mobilità” – collegato a Progetto Città 2003 – per la Migliore Campagna di Marketing dedicata ai veicoli a basso impatto ambientale e alla sensibilizzazione sui temi ecologici.

Ferrovie Nord: per un trasporto a più vantaggi
Il dinamismo economico di Milano e della Lombardia chiede risposte efficaci a quanti forniscono servizi di mobilità. Si tratta di garantire l’efficienza del trasporto e di contribuire a far crescere la qualità della vita. Il Gruppo Ferrovie Nord Milano (Fnm) ha fatto propri questi obiettivi con un impegno importante negli investimenti e diversificato nelle strategie. Nell’area del trasporto pubblico locale sono due i punti di intervento: da una parte, i forti investimenti per il miglioramento della rete ferroviaria, il rinnovamento del materiale rotabile, l’adozione di soluzioni d’avanguardia per la sicurezza e la riduzione dell’impatto ambientale, che renderanno il trasporto pubblico su ferro in Lombardia sempre più competitivo rispetto all’uso dell’automobile; dall’altra, una partnership fra il Gruppo e aziende operanti in aree urbane ed extraurbane che permetterà lo sviluppo di servizi di trasporto pubblico locale su rotaia o gomma. Anche nel settore del trasporto merci Fnm ha avviato una politica di investimenti e di alleanze volte a rafforzare l’utilizzo del trasporto su ferro e dell’intermodalità, con vantaggi evidenti per la mobilità complessiva, la qualità della vita e l’ambiente. La diversificazione delle attività del Gruppo verso aree distanti, quali ad esempio la costruzione e gestione di reti e soluzioni informative, collabora in realtà ad un’ottimizzazione del patrimonio infrastrutturale che comporta ricadute positive sull’ambiente, sulla stessa mobilità, nonché sull’efficienza e la rapidità di quei servizi che sono oggi indispensabili allo sviluppo economico e sociale del territorio.
Norberto Achille, Presidente del Gruppo Ferrovie Nord Milano

Autostrade: le nuove infrastrutture lombarde
Il Gruppo Autostrade svolge in Lombardia un ruolo di primo piano nel sistema dei trasporti: la rete gestita nella Regione si estende per 243 km, circa il 42% dell’intera superfcie autostradale lombarda. Il sistema lombardo presenta elevati livelli di criticità: la dotazione infrastrutturale, inferiore alla media italiana, deve fronteggiare la forte intensità della domanda, che raggiunge picchi di oltre 100.000 Veicoli Teorici Medi Giornalieri. In tale contesto, il Gruppo collabora alla realizzazione di un nuovo assetto per la rete autostradale, in una logica di integrazione con il territorio, e in sintonia con i programmi del Governo e gli indirizzi definiti dalla Regione. Sono i progetti contenuti nel nuovo piano di investimenti in fase di approvazione da parte dell’Anas (la quarta corsia Milano-Bergamo; la terza corsia Milano-Como; la viabilità di accesso al nuovo Polo fieristico di Milano). Autostrade partecipa inoltre con una quota del 50% alla Società Pedemontana Lombarda, concessionaria del collegamento autostradale fra Busto Arsizio e Dalmine a nord di MiIano. Interviene infine nei primi progetti in project financing in Lombardia, attraverso società di promozione – costituite sulla base di alleanze tra Autostrade ed altri operatori autostradali presenti sul territorio, banche, Enti locali – per la Nuova Milano-Brescia e per la Tangenziale Esterna di Milano. L’impegno del Gruppo è dunque orientato ad una politica di sviluppo dei servizi per la mobilità basato su programmi concreti, forti alleanze e collaborazione con le istituzioni.
Vito Gamberale, Amminstratore delegato Autostrade Spa

Bmw: il ciclo dell’ambiente
La proposta Bmw per un futuro all’insegna della tutela ambientale si articola in tre grandi temi: la produzione pulita, lo sviluppo di carburanti sempre meno inquinanti e un impegno preciso verso il riciclaggio. Un aspetto saliente riguarda i sistemi di produzione negli stabilimenti e i certificati di conformità: il Gruppo è l’unico costruttore al mondo ad aver introdotto in tutti i suoi impianti sistemi di gestione ambientale in conformità alle norme ISO 14001. Nel Settembre 2001, Bmw ha firmato la Dichiarazione per la “Cleaner Production” nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), impegnandosi in una strategia preventiva. I dati relativi alla produzione dimostrano che negli ultimi cinque anni le emissioni di CO2 sono diminuite del 15% e il consumo energetico è sceso del 20%. Il Gruppo ha adottato, inoltre, i sistemi “Design for Recycling” e “Life Cycle Assessment”: già nella fase di progettazione si prende in considerazione il riciclaggio dei veicoli dopo la demolizione. Infatti, le automobili Bmw sono quasi completamente riciclabili. Il “Life Cycle Assessment” valuta le possibili conseguenze ecologiche di veicoli o componenti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Un altro aspetto di particolare importanza è la riduzione del consumo di carburante delle auto circolanti; Bmw dal 1990 al 2000 è riuscita a diminuire il consumo di oltre il 20%. Per il Gruppo, infine, il carburante del futuro è l’idrogeno, il carburante più pulito che esista. Bmw punta sull’idrogeno liquido a bassa temperatura perché offre maggiori garanzie di sicurezza e migliori possibilità di trasporto. Nel 2001 al salone dell’auto di Francoforte è stata presentata la sesta generazione di auto ad idrogeno che entrerà in produzione nei prossimi anni.

Anas: strade al via
Da circa trent’anni non si realizzano, in Italia, grandi opere pubbliche. Il nostro Paese soffre di un enorme gap infrastrutturale; nell’ultimo decennio sono stati spesi in interventi di infrastrutturazione primaria 205mila miliardi di vecchie lire in meno rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea. A questa carenza corrisponde una crescita della domanda di mobilità e lo squilibrio tra domanda di trasporto e offerta di rete stradale tende ad incrementarsi ulteriormente. Ciò determina gravi conseguenze per il sistema economico e sociale, ma anche per l’ambiente e per la sicurezza dei cittadini. Il Governo ha perciò intrapreso politiche fortemente incentrate sul potenziamento delle infrastrutture.
Al rilancio delle opere pubbliche in Italia nel 2002 ha dato un contributo decisivo l’Anas Spa, con lo sblocco definitivo e l’approvazione di opere fondamentali come la Variante di Valico, la BreBeMi e il Passante di Mestre, e l’incremento notevole dell’importo dei bandi di gara (+121%) e degli appalti aggiudicati (+169%). Il ruolo di una grande società come l’Anas, che conta 75 anni di storia ed ha contribuito alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra e al successivo sviluppo economico, è fondamentale per la tutela dell’ambiente e del territorio. Anche dopo il massiccio trasferimento di strade alle Regioni del ’99, l’Anas gestisce una rete stradale e autostradale di oltre 21mila chilometri. La trasformazione in Spa rappresenta un’occasione per rendere più efficiente e moderna l’organizzazione interna ed affrontare i processi economici in atto, che obbligano a reperire risorse anche nel settore privato. Ma il core-business resta la progettazione, costruzione, ammodernamento e gestione della rete stradale e autostradale italiana. È così che l’Anas dà il suo contributo al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e alla tutela dell’ambiente, con la realizzazione di strade più sicure, la sostituzione dei vecchi asfalti con asfalto drenante e fonoassorbente, l’apposizione di nuove barriere, il recupero di aree a verde e di patrimoni paesaggistici, dismettendo le vecchie strade. Un’attività di tipo “pubblico” che anche la nuova Anas Spa continuerà a svolgere, con spirito di servizio, nell’interesse della collettività.
Vincenzo Pozzi, Presidente Anas Spa

Trenitalia: pannelli fotovoltaici
Tutti sanno che il treno è il mezzo di trasporto meno inquinante. Forse meno noto è il fatto che negli ultimi anni Trenitalia ha compiuto altri passi avanti per rendere ancora più indiscusso questo primato. Per esempio, a parità di persone e merci trasportati, dal ’96 a oggi i consumi energetici sono diminuiti del 10%, e di conseguenza si sono ridotte le emissioni inquinanti: l’anidride solforosa è diminuita del 47%, gli ossidi di azoto del 40%, le polveri sottili del 66%, i gas serra del 14%. Questi risultati dipendono da diversi fattori; il principale è l’investimento in nuovi mezzi. Nel 2003 Trenitalia investirà circa 1 miliardo di euro in nuovi treni, come il Minuetto, locomotori, carrozze nuove o rinnovate, tecnologia, ricerca. Molta ricerca sarà sul fronte ambientale, come il progetto di applicare sui treni pannelli fotovoltaici (una forma evoluta dei pannelli solari) per ridurre ancora di più il consumo di energia elettrica. Questo ci pare un modo per tradurre in termini concreti il principio della mobilità sostenibile.
Roberto Renon, Amminstratore delegato Trenitalia

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