O col Papa o con l’arcobaleno

Di Tempi
27 Febbraio 2003
Questa settimana, il nostro commento alla stampa consiste nelle seguenti citazioni del Papa e di Ratzinger

Questa settimana, il nostro commento alla stampa consiste nelle seguenti citazioni del Papa e di Ratzinger. Ripetiamo, con le loro parole, che la pace è un dono. Noi la chiediamo a Dio; i pacifisti la chiedono a chi? All’arcobaleno? La possibilità di una guerra tra le nazioni, come le guerre della vita quotidiana, fanno emergere l’esigenza per tutti di essere salvati.

Giovanni Paolo II, Non bisogna rassegnarsi. La guerra non è inevitabile, L’Osservatore Romano, 9 febbraio.
Rivolto ai vescovi e sacerdoti della Comunità di Sant’Egidio: «Possano le Comunità cristiane, e tutti i credenti in Dio, seguire l’esempio di Abramo, comune padre nella fede, mentre sul monte prega il Signore perché risparmi la città degli uomini dalla distruzione. Con la medesima insistenza dobbiamo continuare ad invocare per l’umanità il dono della pace».

Giovanni Paolo II, Lourdes, Roma, Washington: «crocevia» di un corale. Rosario per la pace nel mondo, L’Osservatore Romano, 13 febbraio.
Rivolto agli ammalati, nella giornata mondiale a loro dedicata, nella memoria della Beata Vergine di Lourdes: «Lourdes, Roma, Washington formano quest’oggi un provvidenziale “crocevia” di una corale invocazione al Dio della vita, perché infonda fiducia, conforto e speranza ai sofferenti del mondo intero».

Giovanni Paolo II, Di fronte ai pericolosi clamori di guerra noi, Ebrei e Cattolici, avvertiamo l’urgente missione di essere operatori di pace,
L’Osservatore Romano, 14 febbraio.

Rivolto al Rabbino Capo di Roma, Riccardo di Segni: «Shalom! Questa bella espressione a voi molto cara, significa salvezza, felicità, armonia, e sottolinea che la pace è dono di Dio; dono fragile, posto nelle mani degli uomini, e da salvaguardare grazie anche all’impegno delle nostre Comunità».

Joseph Ratzinger, La pace dei cristiani, Avvenire, 16 febbraio.
«Il sacerdote non è mai solo un predicatore morale. Egli annuncia quel che noi uomini non possiamo dare: la nuova realtà, che da Dio viene a noi in Cristo e che è più che parola e proposito. Pace è ben presto divenuto uno dei nomi del sacramento eucaristico, poiché in esso accade davvero che Dio ci si faccia incontro, che ci renda liberi, che, benché siamo colpevoli, ci accolga nella sue braccia, si doni a noi».

Giovanni Paolo II, Angelus, 23 febbraio. (Il testo integrale è per ora disponibile sul sito del Vaticano)
Invito tutti i cattolici a dedicare con particolare intensità la giornata del prossimo 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri, alla preghiera e al digiuno per la causa della pace. I cristiani condividono l’antica pratica del digiuno con tanti fratelli e sorelle di altre religioni, che con essa intendono spogliarsi di ogni superbia e disporsi a ricevere da Dio i doni più grandi e necessari, fra i quali in particolare quello della pace».
In breve, dalla stampa – dal 17 al 24 febbraio –

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