Europa franco-tedesca in corsa? Sì, un po’ come nel Basso Impero. Verso un’esistenza archeologica
Non c’è da meravigliarsi se la Costituzione europea confinerà il cristianesimo a poche righe in preambolo, mentre sarà diligente nell’attrarre a sé tutto il politicamente corretto di questo mondo e certamente troverà espressioni per nobilitare la vita canina e topesca. D’altra parte l’Europa è quella roba degnamente rappresentata da un capo Commissario italiano, un po’ prete, un po’ senz’anima, l’altra faccia, quella grigia e scaltra, dell’albertosordismo nazionale. Come ha detto il presidente Ciampi in un passaggio efficace, ma non abbastanza rilevato da un’informazione travolta dall’altissima onda veltroniana abbattutasi sopra il grande morto? «Alberto Sordi ha interpretato lo sfascio dell’Italia, l’Italia che andava sfasciandosi…». Italia chiama Europa. E viceversa. Per otto secoli l’Asia Minore – attuale Turchia – fu la culla del cristianesimo. Lì, narrano gli Atti degli Apostoli, «i seguaci di Gesù vennero per la prima volta chiamati cristiani»; lì sorsero le comunità che portarono la buona novella in tutto il mondo; lì i Concilii definirono il contenuto dogmatico delle verità che ancor oggi professano tutte le Chiese cristiane. Durò otto secoli, poi, improvvisamente, questa epopea cessò e il suo testimone passò alla nascente Europa dove per molti altri secoli popoli tanto diversi si radunarono nel perno di Cristo. Senza il cristianesimo nulla esisterebbe di ciò che comunemente chiamiamo Occidente (ma pure ad Oriente e ad ogni angolo del pianeta, chi, se non il cristianesimo, liberò la persona umana dall’orizzonte totalizzante di schiavo nelle mani di un potere politico, religioso o di casta?) e tutto diventò movimento di educazione, di libertà, di laicità. Non è che i cristiani sono meno carnali, meno peccatori, meno incoerenti, meno traditori di quanto non lo siano gli altri uomini. è che seguendo Cristo, pur dentro i loro gravissimi errori, i cristiani vengono costretti, trascinati quasi, alla lotta per la civiltà, la pace, l’unità. E questo perché Cristo è veramante quello che Lui dice di essere e cioè «io sono la via, la verità e la vita» e «senza di me non potete fare niente». Però adesso sembra che possa accadere quello che è già accaduto una volta, e questa volta in Europa, non in Asia Minore. Impossibile? Vladimir Solov’ev docet: «Se non si tenesse in conto il lungo lavorio anticristiano del Basso impero, non vi sarebbe nulla di più sorprendente della facilità e della rapidità che caratterizzarono la conquista musulmana. Cinque anni furono sufficienti per ridurre a un’esistenza archeologica tre grandi patriarcati della Chiesa orientale. Il fatto è che non vi erano conversioni da compiere, ma solo un vecchio velo da strappare. I Bizantini hanno creduto che, per essere veramente cristiani, fosse sufficiente conservare i dogmi e i riti sacri dell’ortodossia senza preoccuparsi di cristianizzare la vita sociale e politica; hanno creduto che fosse cosa lecita e degna di lode confinare il cristianesimo nel tempio e abbandonare l’agone pubblico ai principi pagani. Non poterono certo lagnarsi del loro destino. Hanno avuto quello che volevano: hanno conservato il dogma e il rito e solo la potenza sociale e politica è caduta in mano ai musulmani, eredi legittimi del paganesimo».
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