Idoli pacifisti

Di Raimondi Luca
06 Marzo 2003
Assalti ferroviari, boicottaggi, interruzioni di pubblico servizio, sabotaggio, destabilizzazione e attacchi dai mezzi di informazione: è la guerriglia dei “soldati” pacifisti

Assalti ferroviari, boicottaggi, interruzioni di pubblico servizio, sabotaggio, destabilizzazione e attacchi dai mezzi di informazione: è la guerriglia dei “soldati” pacifisti. E in tutte le città sventolano le bandiere dei conquistatori. Sono i vessilli di una pace astratta, estranea a ogni tradizione civile, politica e religiosa. Una pace figlia di una disobbedienza che porta all’odio per le istituzioni, alla violenza e al disprezzo di chi non abbraccia la «causa». La pace invece è una forma di educazione della persona: una passione per l’uomo che studia e lavora al nostro fianco, più che l’amore per una generica umanità. Nessun conflitto sociale ha mai portato alla pace. Lo hanno fatto invece la cooperazione e l’educazione dei popoli e delle coscienze dentro la vita concreta di tutti i giorni. E, soprattutto, la consapevolezza che la pace non è un idolo né il prodotto delle sole forze dell’uomo, ma è un dono che possiamo chiedere, come è già avvenuto durante la crisi di Cuba. Forse è opportuno ricordare, anche ad alcuni preti cattolici, la frase del teologo protestante Karl Barth: «Quando il Cielo si vuota di Dio, la terra si popola di idoli». Anche a forma di bandiera.

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